MATTARELLA HA APPOGGIATO L'IMPERIALISMO DELLA NATO
Quando il ministro della difesa, Sergio Mattarella, per giustificare i disastri che abbiamo provocato in Kosovo, e che adesso ci ritornano addosso, afferma che se la Nato non fosse intervenuta ci sarebbero stati due milioni di profughi kosovari dice una falsità. In Kosovo, prima dell'intervento della Nato c'erano stati due stragi di civili da parte delle Milizie paramilitari serbe che avevano fatto meno di duecento vittime. E anche dopo l'intervento Nato, quando lo scontro fra serbi e albanesi si era fatto, proprio a causa di quell'intervento, selvaggio, le vittime civili, secondo gli accertamenti della commissione internazionale mandata sul posto, sono state conteggiate in poco più di 2 mila (2018 per l'esattezza). E proprio quello che avviene oggi in Palestina davanti ai nostri occhi senza che nessuno si sogni di proporre un intervento " umanitario ", ci dice quanto difficile sia, nelle guerre di guerriglia, risparmiare i civili. Perché spesso i civili sono i realtà dei combattenti o dei fiancheggiatori. In Palestina come in Kosovo. In ogni modo, per tornare a Mattarella, in Kosovo, prima dell'intervento Nato, non era in atto alcun esodo, né biblico né di tono minore perché la Jugoslavia di Milosevic consideravo gli albanesi kosovari, come è ovvio per uno stato sovrano che controlli un territorio, suoi cittadini anche se di serie B e proprio questo, insieme alle istanze indipendentiste , era il motivo dello scontro fra serbi e albanesi . L'esodo si è avuto solo dopo l'intervento della Nato, nel parapiglia della guerra. Questo per dovere di verità e non certo per simpatia verso Slobodan Milosevic e la sua cricca.
http://www.massimofini.it/2001/finiamola-con-l-ipocrisia-delle-missioni-umanitarie
Non ebbe esitazioni, da ministro della Difesa (oltre che vicepremier nel governo D'Alema), ad aderire alla guerra della Nato in Kosovo. Guadagnandosi la stima degli Stati Uniti
http://www.msn.com/it-it/notizie/other/quirinale-ecco-chi-%C3%A8-sergio-mattarella-lex-ministro-mai-piaciuto-a-berlusconi/ar-AA8HV8Z
Non
sempre, da questo punto di vista, l'Italia ha giocato un ruolo
positivo, e, in particolare, nel caso della Jugoslavia e del Kosovo, è
stata nella prima linea di guerra e ha tradito le aspettative di pace
di ampia parte della sua stessa popolazione. La partecipazione
all’intervento armato senza mandato legittimo non imbarazzò il
governo italiano e rappresentò un tradimento delle speranze di pace
del popolo. A titolo di esempio, basti ricordare l'intervento al
Senato del vice-presidente del Consiglio, Sergio Mattarella:
«Sappiamo tutti che l’ONU non ha autorizzato un intervento armato
in Kosovo. È anche a tutti nota la ragione per cui ciò non avviene:
la ferma opposizione di Paesi con diritto di veto in Consiglio di
Sicurezza». Con una singolare interpretazione, ciò non costituiva,
secondo il governo, una circostanza ostativa, bensì l’occasione
per invocare «una riforma del Consiglio di Sicurezza che lo renda
più democratico e più rappresentativo, ponendo le premesse per un
superamento del diritto di veto». Quindi, la mozione di maggioranza
alla Camera, più che approvare la partecipazione italiana
all’intervento armato, fu improntata all’intento di promuovere o
assecondare ogni iniziativa utile a porvi fine per “riprendere i
negoziati e sospendere i bombardamenti”. Toccò al premier, Massimo
D’Alema, dopo avere assicurato che un canale per la ripresa delle
trattative dovesse restare aperto, ribadire che: «Ciò non ha nulla
a che fare con uno strappo alle nostre responsabilità o con il
venire meno di un atteggiamento di solidarietà verso i nostri
alleati». -
http://www.marx21.it/internazionale/europa/23944-guerra-alla-jugoslavia-quindici-anni-dopo.html
MATTARELLA E L'URANIO IMPOVERITO
Lorenzo Sani :
''Ho
avuto occasione di incontrare il candidato di Renzi al Quirinale,
Sergio Mattarella, quando questi era ministro della Difesa del governo
Amato. Chiedo scusa per la lunghezza del post, ma lo devo a tanti
ragazzi che non potranno mai leggerlo. Lavoravo da qualche mese sulla
vicenda dell'Uranio Impoverito e sull'impressionante numero di leucemie
linfoblastiche acute e linfomi tra i nostri militari che erano o erano
stati in missione nei Balcani, soprattutto in Bosnia, ma non solo.
Sergio Mattarella negò a più riprese il possibile nesso tra l'insorgere
delle patologie e il servizio. Negò che la Nato avesse mai utilizzato
proiettili all'uranio impoverito (DU, Depleted Uranium), tantomeno che
questo fosse contenuto nei Tomahawk (missili) sparati in zona di guerra
dalle navi Usa in Adriatico. Insomma, Mattarella, candidato di Renzi al
Quirinale, negò su tutta la linea.
Negò pure ciò che era
possibile reperire nei primi giorni di internet sugli stessi siti della
Difesa Usa, che magnificava l'efficacia degli armamenti al DU e dettava,
contestualmente, le precauzioni sanitarie da adottare in caso di
bonifica: protocolli di sicurezza molto rigidi, che prevedevano
l'utilizzo di tute, guanti e maschere protettive, per svolgere il lavoro
che invece a mani nude e senza protezioni facevano i nostri soldiati. I
quali, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi e morire. Ero a Nuxis,
in Sardegna, al funerale di caporal maggiore della Brigata Sassari
Salvatore Vacca, riconosciuto poi come il primo morto di Uranio
Impoverito, che aveva prestato servizio alla caserma Tito Barak di
Sarajevo.
Ero il solo giornalista presente, il 9 settembre 1999.
Tutta questa triste storia incominciò da quel funerale. Pensai che
l'argomento DU dovesse interessare a un ministro della Difesa, dal
momento che quei ragazzi in divisa oltre che "nostri" erano soprattutto
suoi, ma evidentemente ero troppo ingenuo. Per i principali quotidiani e
le televisioni il problema dell'Uranio Impoverito non esisteva e non ne
avevano ancora parlato. Alle mie ripetute richieste di intervista
Mattarella ha sempre risposto negativamente. Ricevetti anche strane
minacce mentre stavo indagando per conto del mio giornale in Sardegna. I
militari italiani, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi.
Ricordo anche che il comando della Brigata Sassari, dopo la morte di
Salvatore Vacca, convocò una conferenza stampa per smentire ciò che io
non avevo ancora scritto: fu il cappellano della Brigata, al quale mi
ero rivolto per sapere, in un incontro riservato, qualcosa di più su
Salvatore e sul possibile nesso tra la malattia e la missione in Bosnia,
che spiattellò tutto al comandante e cioè che un giornalista stava
indagando sulla morte di un loro soldato, dovuta, forse, a quei
proiettili. Smetita preventiva. Non mi è mai più capitato. Iniziai così a
scrivere.
Dapprima da solo o quasi, poi qualcun altro
incominciò a farlo, ricordo il Manifesto, Liberazione, la Nuova
Sardegna, ma ancora poca roba. Per i big della stampa il problema non
esisteva e lo scandalo DU non era ancora diventato un caso planetario.
Il candidato di Renzi al Quirtinale, Sergio Mattarella, nel nome della
trasparenza e della libera informazione, continuava a respingenere le
mie richieste di intervista. Provai anche con uno dei suoi
sottosegretari, Gianni Rivera, il popolare ex Golden Boy, non ancora
eroe di "Ballando con le stelle", che raggiunsi telefonicamente mentre
questi stava dispuntando una partita al circolo del tennis. Non
malignate: l'orario di lavoro di un giornalista non sempre coincide con
quello di una persona normale. Mettiamola così. Rivera non sapeva
neppure cosa fosse l'Uranio Impoverito.
Si arriva così al 27
gennaio 2001, giorno in cui decido di tendere un'imboscata al ministro
Mattarella, che si trova ad Ascoli col presidente della commissione
Difesa della Camera Valdo Spini per il giuramento del primo contingente
di donne militari di truppa dell'Esercito italiano, lo stesso in cui
qualche anno dopo si distinse l'istruttore Salvatore Parolisi (ma questa
è un'altra storia). Avvicinai Mattarella nella ressa dei giornalisti e
riuscii a porgli un paio di domande, alle quali, assai piccato, si
rifiutò ancora una volta di rispondere.
O meglio, anche in
quell'occasione negò qualsiasi nesso tra DU e i linfomi o le leucemie.
Fantasie della stampa. Provai a insistere, ma lui mi respinse con toni e
modi definitivi «Questa non è un'intervista» mi disse. «Io le
interviste le concordo prima, poi voglio per iscritto le domande e
infine leggere il testo del giornalista prima che questi lo dia alle
stampe».
Tutte le volte che ho letto qualche sua intervista sui
maggiori quotidiani, negli anni a venire, è ovvio che poi ho pensato
male. Mattarella girò i tacchi se ne andò, così mi beccai anche il
rimprovero dei colleghi perché avevo fatto scappare il ministro con
domande "fuori tema".
Raccontai questa scena nel mio pezzo che
conclusi lasciando al lettore ampia facolta di scelta sul caso
dell'Uranio Impoverito, che non era diventato un "caso" solo perché
Striscia la Notizia non se ne era ancora occupata (l'Italia è questa).
Insomma, scrissi, come volete la verità: liscia, gassata o Mattarella?
E' una domanda che ora pongo anche a chi ha avuto la pazienza di leggere
tutto il post, del quale mi scuso ancora una volta per la lunghezza.
Come deve essere la verità in questo Paese allo sbando: liscia, gassata o
Mattarella?
(secondo l'Osservatorio Militare sono 307 i militari
italiani morti e oltre 3.700 i malati: è la macabra contabilità della
cosiddetta "Sindrome dei Balcani". Il contingente italiano era di stanza
nell'area più inquinata dai colpi sparati in Bosnia e Kossovo: 50 siti,
per un totale di 17.237 proiettili, secondo fonti ufficiali Nato/Kfor.
Non solo: la missione Nato in cui si parlava di armamenti al DU e dei 13
Tomahawk con testata al DU sparati dall'Adriatico, è stata presentata
dall'ammiraglio Leighton Smith alla Base di Bagnoli, Napoli. Solo
Mattarella non sapeva o diceva di non sapere).''
https://www.facebook.com/lorenzo.sani.71/posts/1621965001368747
Il servizio della Rai 3 :
"Il 27 settembre 2000 l'Onorevole Mattarella, allora Ministro della
Difesa, risponde ad una interrogazione parlamentare ed è preciso: 'A
Sarajevo non e' mai stato utilizzato uranio impoverito'' In realta' non era vero.
https://www.facebook.com/plugins/post.php?app_id=&channel=http%3A%2F%2Fstatic.ak.facebook.com%2Fconnect%2Fxd_arbiter%2FDU1Ia251o0y.js%3Fversion%3D41%23cb%3Df2af0bb5422c59%26domain%3Dwww.losai.eu%26origin%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.losai.eu%252Ff14cdd164044ec8%26relation%3Dparent.parent&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvideo.php%3Fv%3D897964100234941&locale=en_US&sdk=joey&width=466#
Tratto da :
http://www.losai.eu/contro-mattarella-il-post-e-il-video-che-stanno-facendo-il-giro-della-rete/
Quella volta che Mattarella menti'
Era il dicembre 2000. Non avevo ancora presente quanto fosse corta la memoria del mio Paese. Erano i giorni dell'uranio impoverito. Anche un raffreddore diventava un sintomo e i nostri militari erano gracilissimi, a leggere i giornali. Non si parlava d'altro e scoppiò il caso, come si dice in gergo. Spuntavano esperti su ogni colonna di giornale. Ma i giornalisti preparati, o soltanto curiosi e indipendenti erano pochi. Eravamo pochi. Fu la mia prima inchiesta a Metro. Me ne innamorai. Forse perchè i miei cugini erano in Bosnia e Kosovo, da militari. Forse perchè la maggior parte dei soldati ammalati erano del Sud. Andai a trovare Valery Melis in ospedale a Milano, e Luca Sepe era mio amico. Cose così. Fatte anche di sorrisi, abbracci e incoraggiamenti. E tanti,troppo funerali. La scienza aveva risposte confuse. E molti di noi confondevamo la radioattività dell'uranio con la sua tossicità chimica. Bisognava diventare esperti di fisica e di chimica e bisognava fare presto. C'erano tante mamme vestite a lutto, e giovani vedove con i sogni a metà.
La politica aveva davanti a sè delle scelte: poteva cercare di capire, informarsi, prendere delle decisioni.
Poteva assistere i ragazzi ammalati, pur negando che ci fosse un problema.
Poteva chiedere conto alla Nato, vedere cosa stava succedendo nel resto del mondo.
Mattarella era ministro della Difesa: scelse la strada più meschina. Alle Camere regalò, qualche giorno prima di Natale, un discorso pieno di "non so". L'uranio fa male? Non so, non sappiamo. C'è uranio nelle bombe sganciate in Bosnia? Non so, forse sì. Ma la Nato non ci ha informati.
La Nato, tanto per dire, qualche ora dopo smentì lo stesso ministro: ve l'abbiamo detto ufficialmente che su quegli aerei c'era uranio e che lo abbiamo sganciato nei Balcani, e in Iraq (e in Somalia, si scoprirà). C'è un'Ansa a dimostrarlo.
Mattarella non si arrese nel suo tentativo di "far passare la nottata": organizzò un volo per giornalisti, e c'ero anche io, all'epoca giovane cronista di Metro.
Andammo a Sarajevo dove giovani soldati ci raccontavano di quanto alla caserma Tito Barrak si stesse bene. L'uranio? Non abbiamo paura, ripetevano a memoria. Salvo poi darti i numeri di telefono quando il generale si spostava più in là. Con alcuni di loro sono rimasta in contatto. Sono una fonte preziosa.
Nel frattempo Mattarella istituì la Commissione Mandelli per "trovare la verità".In pochi mesi avrebbe dovuto realizzare un'indagine epidemiologica per cercare il nesso tra uranio e malattie. Ma Mandelli - che non mi spiegherò mai perchè accettò quell'incarico - aveva numeri sbagliati e quella Commissione non poteva funzionare. Scrisse nella relazione finale che non aveva avuto gli strumenti per indagare ma questo, nella superficialità delle notizie stampa fu tradotto semplicisticamente "Nessun nesso".
E qualche stupido che fa finta di avere la memoria corta, ancora oggi assolve l'inquinamento bellico perchè Mandelli non trovò il nesso.
La sensazione che ho avuto è che Mattarella ha sempre cercato di coprire (forse perchè malconsigliato dai generali? O dai vertici politici internazionali?), anche se non c'è stato mai un processo nè tantomeno una condanna. Poco dopo, nel 2001, il suo mandato finì, ma sulla vicenda uranio i tribunali si sono espressi: ci sono almeno 20 sentenze di condanna allo Stato italiano a risarcire i soldati. La scienza internazionale ha le prove del nesso tra le bombe e le malattie.
Mattarella non solo ha subito negato l'esistenza di un qualche problema, non ha mai dimostrato di voler capire o fare chiarezza. E così facendo di conseguenza non ha protetto i suoi soldati e non ha cercato la verità. Più di 300 soldati sono morti per la sindrome bellica, dal 1999 a oggi. Migliaia sono gli ammalati.
Se Mattarella dovesse diventare presidente, come capo delle Forze Armate dovrebbe chiedere scusa ai suoi soldati e alle loro famiglie.
http://www.metronews.it/blog/toghe-verdi/quella-volta-che-mattarella-ment%C3%AC.html
MATTARELLA E LA MAFIA
Paolo Franceschetti :
''Mattarella. Mattarella. Dunque... mi sovviene che a Palermo apparteneva
alla squadra di Salvo Lima, Ciancimino, Calogero Mannino. Mafia allo
stato puro, anche se formalmente di correnti diverse, Ma forse lui non
se ne era accorto. si incontrò con padre Pintacuda e ebbe intensi
rapporti con Leoluca Orlando. Chi era Pintacuda? Il fondatore del
cerisdi, un centro studi fondato da Pintacuda e che era (ed è) in realtà
un centro dei servizi segreti, che sorge a Castel Utveggio, a Palermo.
Quel centro da cui partì la telefonata che avvertì Brusca che falcone
arrivava a Punta Raisi, e da cui fu azionato il telecomando della strage
di Via D'Amelio. Ma forse Mattarella non lo sapeva. Tutte queste cose
lui non le sapeva e non le sa. Magari era impegnato, o si era voltato
dall'altra parte proprio in quel momento.''
https://www.facebook.com/paolo.franceschetti.1/posts/10206054667716498?fref=nf
L'Associazione Rita Atria : 'No a Mattarella presidente'
“Mattarella, non lo vogliamo come Presidente”. E’ il post pubblicato due giorni fa su Fb dall’
Associazione Rita Atria. Il motivo? “Testimoniò a favore di
Vincenzo Culicchia, Sindaco di Partanna per 30 anni. Lo stesso sindaco denunciato dalla nostra Rita Atria”.
Chi sia
Vincenzino Culicchia, democristiano della
corrente morotea nella provincia trapanese, primo sindaco di Partanna
ininterrottamente dal ’62 al ’92, è noto.
Accusato di associazione mafiosa viene
assolto in via definitiva nel
2000, dopo una vicenda giudiziaria durata nove anni. Non finì altrettanto bene a
Rita Atria, la diciassettenne che si ribellò alle cosche del suo paese, diventò una testimone di giustizia e infine si tolse la vita il
26 luglio del ’92,
una settimana dopo l’a strage di via D’Amelio nella quale aveva perso
la vita Paolo Borsellino che per lei era diventato un secondo padre. La
ragazzina ribelle di Partanna aveva accusato Culicchia di essere il
mandante dell’omicidio di
Stefanino Nastasi,
vicesindaco del paesino trapanese assassinato nell’ ’83 in circostanze
mai accertate. “L’omicidio – aveva raccontato la giovanissima testimone
di mafia – fu voluto da Culicchia che temeva sia di perdere la poltrona
di sindaco sia che Nastasi rilevasse i suoi intrallazzi”. Anche da
questa accusa Culicchia fu prosciolto. Il politico a sua difesa ricordò
di essersi schierato con il presidente della Regione Piersanti
Mattarella contro gli esattori Nino e Ignazio Salvo.
Oggi l’
Associazione Rita Atria fa riferimento alla deposizione del 26 febbraio 1996, quando
Sergio Mattarella,
interrogato dal pm Massimo Russo nel processo per associazione mafiosa a
Culicchia, ribadì più volte la distanza dell’ex sindaco di Partanna da
qualsiasi frequentazione mafiosa e assicurò che l’atteggiamento di
Culicchia era sempre stato di “opposizione e contrarietà alla mafia”.
Nadia Furnari, portavoce dell’Associazione,
ribadisce il suo rifiuto per quella che “è stata una pratica diffusa tra
i democristiani di quei tempi: si difendevano a vicenda”. Ma “la storia
– dice – non può essere dimenticata e il fatto che
Sergio Mattarella si sia messo a garante della moralità di Culicchia ci lascia veramente molto perplessi e per questo oggi
non lo vogliamo come Presidente”.
Ecco il testo del post pubblicato su Fb: ”Testimoniò a favore di
Vincenzo Culicchia, Sindaco di Partanna per 30 anni. Lo stesso sindaco denunciato dalla nostra Rita Atria. E’ vero
Culicchia
è stato assolto, dal punto di vista giudiziario non possiamo
condannarlo, ma dal punto di vista politico e morale, SI. La Camera dei
deputati autorizzò a procedere per l’arresto di Culicchia, e per farsi
un’idea su chi fossero
Culicchia e i suoi amici basta
cercare lo spessore politico e umano nella Relazione della Giunta per le
Autorizzazioni a Procedere dell’11 maggio del 1992 (trasmessa al
Ministro Martelli e il 15 giugno 1992 presentata alla Presidenza, nr. 25
di Casablanca – storie delle città di frontiera). Poi fu assolto ma non
serve una condanna per il giudizio politico. Bastano le carte i fatti,
le azioni, le attività, le frequentazioni. E riteniamo che un uomo si
possa condannare politicamente. Non lo vogliamo come Presidente. E
pensiamo che non dovrebbe volerlo nemmeno chi dice di fare Memoria di
Rita Atria.
Non dovrebbe volerlo nemmeno chi si presenta con la fascia tricolore
davanti alla tomba di Rita o alle manifestazioni in Suo nome. Non
dovrebbe volerlo nemmeno chi approva le leggi per il risarcimento dei
testimoni nel nome di Rita Atria
… e siamo certi che anche altre associazioni che ricordano puntualmente
morte e compleanni di Rita sapranno prendere le dovute distanze. Le
parole di Rita contenute nel diario ritrovato dopo la sua morte: “Credo
proprio che mai
Culicchia andrà in galera. Ha ucciso,
rubato, truffato ma mai nessuno riuscirà a trovare le prove che lo
accusano e provino che dico la verità. Sono sicura che mai riuscirò a
farmi credere dai giudici, vorrei che ci fosse papà, lui riuscirebbe a
trovare le prove che lo facciano apparire per quello che veramente è,
cioè
Culicchia è solo un assassino truffatore, ma
naturalmente le parole di una diciassettenne non valgono nulla. Io sono
solo una ragazzina che vuol fare giustizia e lui un uomo che interpreta
benissimo la parte del bravo e onesto onorevole. Io non potrò più
vivere, ma lui continuerà a rubare, e a nascondere che è stato lui a far
uccidere
Stefano Nastasi. Già come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita”.
Dopo la morte di Rita Atria, e l’assoluzione da tutte le accuse,
Culicchia aderì alla Margherita, e poi al Pd. Venne rieletto sindaco di
Partanna, poi diventò deputato regionale e vicepresidente della Provincia trapanese. Di
Rita Atria resta solo una lapide di marmo, con una piccola foto, nel cimitero di Partanna.
http://www.loraquotidiano.it/2015/01/31/lassociazione-rita-atria-no-a-mattarella-presidente_23605/
http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/762/-No-a-Mattarella-presidente-LOra-intervista-Nadia-Furnari.aspx
MATTARELLA MASSONERIA E MAFIA
Mattarella, l'accusa choc: "Ospite della loggia massonica deviata"
"L'attuale Presidente della Repubblica ospite del centro massonico Scontrino del Grande Oriente, legato alla mafia". E' l'accusa choc contenuta nella sentenza dei giudici di Trapani sull'omicidio Rostagno
"L'attuale Presidente della Repubblica ospite del centro massonico Scontrino del Grande Oriente, legato alla mafia". E' l'accusa choc contenuta nella sentenza dei giudici di Trapani sull'omicidio di Mauro Rostagno, giornalista ed ex di Lotta Continua ucciso da Cosa Nostra nel 1988.
Nelle motivazioni della sentenza dei giudici trapanesi, rivela il Fatto Quotidiano, spunta anche il nome dell'attuale capo dello Stato come frequentatore ai tempi della Dc dei salotti della loggia massonica deviata "Scontrino". Scrive il Fatto che quando la polizia perquisì il circolo, nel centro storico trapanese, scoprì l'esistenza di 6 diverse logge. E agende e rubriche piene zeppe di numeri di telefono di politici locali e nazionali, elencati nelle motivazioni della sentenza con cui la Corte d'Assise il 16 maggio 2014 ha condannato il boss Vincenzo Virga e il killer Vito Mazzara, in quanto rispettivamente mandante ed esecutore dell'omicidio del giornalista.
In quell'elenco compaiono i nomi di Calogero Mannino e Carlo Vizzini, ma anche quello dell'attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'epoca deputato della Dc. Poco prima di essere ucciso Rostagno indagava proprio sulle logge. Il suo assassino, per mano mafiosa, è maturato nell'ambito di"trame collusive delle cosche con altri ambienti di potere" trapanese.
Il Quirinale ha subito risposto smentendo tutto quanto: "Sergio Mattarella non ha mai tenuto alcuna conferenza al circolo “Scontrino”, di cui non è stato affatto “frequentatore” delle iniziative. La sola volta in cui è venuto a conoscenza dell’esistenza di questo circolo è stata, nei primi anni Ottanta, in occasione della conferenza, sulla giustizia tributaria, di un suo collega professore della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo che lo ha invitato ad assistervi. Sergio Mattarella si è recato ad ascoltarlo, apprendendo in quella sede che la conferenza era promossa da un circolo denominato “Scontrino”, a lui del tutto sconosciuto e con il quale non ha mai avuto, né prima né dopo, alcuna relazione o contatto di qualsivoglia genere".
http://www.affaritaliani.it/cronache/mattarella-accusa-choc-ospite-loggia-massonica-deviata-377573.html?refresh_ce
MATTARELLA E I GESUITI
Mattarella è stato discepolo e strumento del gesuita Padre Bartolomeo Sorge,
l’inquietante manovratore di politici italiani. Ex Direttore
dell’organo di Stampa dei Gesuiti e Fondatore di una scuola di Politica
palermitana intitolata al Papa Nero Pedro Arrupe.
Fu lui, tramite Mattarella, a far fare carriera a Orlando, l’attuale sindaco di Palermo e allievo dell’altro inquietante gesuita Padre Pintacuda.
http://coscienzeinrete.net/politica/item/2267-chi-%C3%A8-cos%C3%AC-potente-da-far-eleggere-quest-uomo-al-vertice-dello-stato
MATTARELLA ELOGIATO DAL CRIMINALE MICHAEL LEEDEN
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-18/wall-street-journal-loda-sergio-mattarella-leader-unico-europa-191206.shtml?uuid=ABy7fvwC
IL PARLAMENTO CHE LO HA ELETTO E' INCOSTITUZIONALE
E' stato eletto da un parlamento incostituzionale in quanto eletto con il Porcellum che la Corte Costituzionale aveva bocciato (il 13 gennaio 2014 la Corte Costituzionale emise la Sentenza n. 1/2014
con cui il 4 dicembre 2013 bocciò le norme elettorali previste dal
cosiddetto Porcellum)
http://www.lonesto.it/?p=11912
MATTARELLA E LA VICENDA MITROKHIN
''Nel 1999 le nefandezze della commissione Mitrokhin, l’archivio
contenente le attività illecite del Kgb in Italia, Sergio Mattarella
allora era vicepresidente del Consiglio dei Ministri con delega ai
servizi segreti. Nel Paese irrompe la notizia dell’esistenza di
documenti dirompenti. «E per far luce su quando i vertici di quel
governo seppero del dossier – ricostruisce Il Tempo – sul perché non fu
informata per tempo la magistratura italiana, sul chi e come «corresse»
le bozze del libro su quell’archivio e sul perché, guarda caso, si fece
in modo che l’archivista Mitrokhin non venne ascoltato dal Sismi, venne
istituita, qualche anno dopo, una commissione d’inchiesta parlamentare
presieduta dal senatore Paolo Guzzanti. E fra le molte persone sentite
ci fu anche Mattarella». Il quale, tra contraddizioni, smentite e sbalzi
temporali, in diverse audizioni sostenute di fronte alla commissione,
replicò in maniera poco convincente con argomenti che tamponarono sul
momento, ma non chiusero la falla dei tanti interrogativi a lungo
rimasti senza risposta. La sentenza definitiva sul giallo dello
sbianchettamento, poi, l’avrebbe pronunciata anni dopo, nel 2004, un
altro illustre presidente della Repubblica, il picconatore Francesco
Cossiga che, sul dossier Mitrokhin disse: «Chi è stato? I servizi
segreti. Su ordine di chi? Il più adatto, ovvio, era Sergio Mattarella''
http://www.lonesto.it/?p=11912
MATTARELLA E' ANTICATTOLICO
Contenti? Mica tanto.
Pare
incredibile, ma pure dopo la Legge 194 che ha legalizzato e
sovvenzionato l’aborto, la Legge 40 che ha legalizzato e sovvenzionato
la fecondazione artificiale, le vicende pericolosissime e per ora
scampate dei Di.Co e delle d.a.t., esistono ancora cattolici che si
rallegrano per l’elezione a Capo dello Stato di un democristiano.
Eppure,
chi difende la vita dovrebbe avere ben inteso cosa c’è dentro e dietro
una mentalità che fa del cristianesimo poco più di una traccia, una
strada da seguire ove possibile e da cui deviare ove conveniente. Se
Andreotti nel 1978 non fece cadere il governo per la 194, chissà cosa
avrebbe fatto un “
cattolico moderato di sinistra” dinanzi al decreto che avrebbe salvato la vita ad Eluana: siamo così certi che sarebbe finita diversamente?
Dice: era
peggio la Bonino. Non ne sarei tanto sicuro, Mattarella potrebbe essere
peggio quanto il peggio, ma in maniera diversa: qualcuno ha detto che un
nemico vero è meno pericoloso di un amico finto ed un presidente
laicista, aggressivo su certi temi, avrebbe per reazione compattato la
coscienza cattolica del Paese come si è verificato in passato,
suscitando una resistenza davvero fastidiosa anche in Parlamento; mentre
la storia insegna che l’unico che può davvero fare i cattolici gabbati e
contenti è un democristiano.
Ma questi
sono argomenti di carattere generale, la solita tirata antidemocristiana
di uno che non capisce nulla di politica, della vita vera ed in ultima
analisi manco del cattolicesimo, che è certo un fariseo e magari pure
fascista.
E poi
Mattarella che ne sai che ha fatto? Mattarella non era in Parlamento ai
tempi della 194! Già, la questione aborto è stata affrontata dai nostri
politici nel 1978, quando Mattarella non era ancora Onorevole: ma sulla
fecondazione artificiale l’oggi Presidente ha detto la sua, eccome. E
pure sull’aborto. State a sentire.
Nel 1996,
come esponente del PPI, Mattarella è secondo firmatario, dopo Rosa Russo
Jervolino, di una delle primissime proposte di legge in materia di
fecondazione artificiale
[1],
atto che precorre i tempi essendo in sostanza una anticipazione netta e
definita – guardacaso – di quella che sarebbe poi divenuta la Legge 40,
otto anni dopo.
Se
scorriamo la proposta Jervolino – Mattarella, infatti, troviamo,
esattamente come nella Legge 40, il via libera alla fecondazione
artificiale a spese dello Stato col solo divieto di eterologa e
selezione eugenetica degli embrioni, oltre che del congelamento. La sola
rilevante differenza è che la fertilizzazione in vitro è in questo
testo riservata a soli coniugi, mentre la 40 la ammetterà anche per i
conviventi. Già nel 1996 era dunque aperta la via democristiana alla
produzione dell’Uomo a spese dello Stato, ed è quantomeno singolare che
il testo adottato poi nel 2004 sia sostanzialmente il medesimo a suo
tempo proposto dalla Jervolino e da Mattarella, quando non c’erano la
propaganda martellante ed il braccio di ferro laici / cattolici che
avrebbero poi travolto il Paese negli anni a venire.
Ma non
basta, perché le singolarità non si esauriscono qui. Nel 2014, infatti,
Sergio Mattarella, divenuto Giudice costituzionale, è nel collegio che
emana la sentenza n. 162, ossia la nota pronuncia che, proseguendo
l’opera di demolizione della sciagurata Legge 40, autorizza proprio la
fecondazione artificiale eterologa, aprendo così la via anche all’utero
in affitto.
Curioso, eh?
Nel
frattempo, nel 2012, sempre quale Giudice costituzionale, Mattarella è
stato nel collegio che ha reso l’ordinanza 196/2012, in cui viene
dichiarata l’inammissibilità della questione di costituzionalità della
Legge 194 in relazione alla possibilità per la gestante di abortire
volontariamente entro i primi novanta giorni. In altri termini, un
Giudice minorile aveva sollevato il tema della (in)compatibilità con la
Costituzione della possibilità dell’aborto entro i tre mesi ma la Corte,
come al solito, si è rifugiata per l’ennesima volta dietro profili di
irrilevanza processuale del problema: e tra i Giudici costituzionali che
hanno ritenuto di schivare nuovamente il problema del rapporto tra 194 e
Costituzione, lasciando la 194 intatta ed assassina, troviamo anche
l’oggi Presidente che qualche cattolico saluta con giubilo.
http://radiospada.org/2015/01/contenti-mica-tanto/
MATTARELLA E ROTARY
Mattarella frequenta eventi Rotary :
http://lnx.rotarytrapanierice.it/relatori-illustri-delle-nostre-conviviali/
che e' un'organizzazione massonica sionista
http://www.islamweb.net/emainpage/index.php?page=showfatwa&Option=FatwaId&Id=4326