mercoledì 4 febbraio 2015

LA PROVINCIA DI FERMO E' STATA COSTITUITA PER FARCI MANGIARE I MASSONI

CARICA MASSONICA A FERMO


La camera di commercio della neonata provincia di Fermo debutta all’insegna della Massoneria. Su tre revisori dei conti due sono iscritti a logge massoniche: Antonio Bernardini e Umberto Principi, nominati rispettivamente dal ministro Tremonti e dal ministro Scajola. Mentre il terzo, nominato dalla Giunta regionale, il dottor Marco Cannella, presidente dell’Ordine dei commercialisti, revisore dei conti del comune di Fermo (centrodestra), e della provincia di Fermo (centrosinistra) stimato e noto anche per essere uomo di punta della squadra di basket “Sutor”, nega di essere iscritto, ma alla domanda se hai mai frequentato la sede della Loggia di via Perpenti, ammette: “Ci sarò andato forse due volte invitato da amici, ma non ho mai partecipato a riunioni con i cappucci e i grembiuli, per intendere”. E chiosa dicendo che non ci metterà più piede.

I massoni hanno stima, rispetto e considerazioni per le donne. Tuttavia, essendo la Massoneria l’erede della Tradizionale Muratoria operativa, non le ammette nell’Ordine, recita il “Libro della Legge Sacra del Grande Oriente” e almeno in questo è in linea con la nuova Giunta della provincia di Fermo, composta da soli uomini. “Abbiamo dovuto depennare dal nostro no a nomine massoniche come impostoci dall’Alta Corte europea per i diritti umani” spiega, Gian Mario Spacca, presidente delle Marche, aggiungendo un “purtroppo, visto che la massoneria sta ormai ovunque”.  Veto, che, invece ha costretto alle dimissioni l’assessore massone del Pd al comune di Ancona. Atto non condiviso dalla Loggia Grande Oriente: “Chi persegue ed osteggia la massoneria ed evoca principi di incompatibilità con cariche pubbliche evidentemente teme l’indipendenza di uomini liberi che contrastano la tirannia dell’ideologia”
Come dire: chi non è iscritto è un uomo a libertà condizionata che favorisce la tirannia dell’ideologia? Forse, più semplicemente , trattasi del rispetto del principio di trasparenza, imprescindibile nell’amministrazione pubblica. Farne parte non è un reato. E come nel caso di Umberto Principi è motivo di orgoglio, se pure non confermi e non smentisca: “L’iscrizione è cosa meritoria, chi è massone dovrebbe esserne fiero, la massoneria è un’istituzione benemerita che ha dato i padri della Patria”. Vero, Mazzini era massone, ma anche Sindona e pure Enrico Cuccia che non denunciò di aver appreso da Sindona l’intenzione di uccidere Ambrosoli e al processo rivelò di non averlo fatto perché non aveva fiducia nello Stato. Risposta che celava il silenzio impostogli dal vincolo massonico di non tradire un fratello. La Massoneria, che registra tra i suoi iscritti politici, militari, uomini servizi segreti, banchieri, medici, avvocati,
magistrati, ministri, notati, commercialisti, professori universitari, giornalisti, comprende i boss Riina, Greco, Madonia, Bontade, è un’associazione riservata e non segreta, nel senso che i nomi dei responsabili e le sedi sono pubblici, ma l’elenco degli iscritti è a disposizione solo dell’autorità giudiziaria e di Pubblica sicurezza. E l’ambigiutà incriminata sta proprio tutta qui.

http://bloggerinfo.altervista.org/carica-massonica-a-fermo/

Marco Cannella e' Rotary Fermo :

http://www.rotaryfermo.info/organigramma/

immagini :

http://www.rotaryfermo.info/2007/05/26/20070526-altidona-serata-dedicata-alla-presentazione-dei-nuovi-soci/

http://lh6.ggpht.com/_yF_B7BIXbqc/SfG8VRC3UBI/AAAAAAAAI2E/7XwltMXUvX4/_DSC7944.jpg?imgmax=800

http://www.rotaryfermo.info/2006/12/14/20061214-conviviale-degli-auguri/

http://lh3.ggpht.com/_yF_B7BIXbqc/SifGeNKfP0I/AAAAAAAANCc/DZrVQ8NmgOA/_DSC7063.jpg?imgmax=800










lunedì 2 febbraio 2015

GLI USA VOGLIONO UNA GUERRA CONTRO LA RUSSIA A PRIMAVERA

A primavera l'Occidente vuole scatenare una guerra contro la Russia

Il 20 gennaio 2015 l'agenzia di spionaggio russa del servizio federale russo di sicurezza (FSB)
afferma di aver intercettato una telecomunicazione dalla CIA al servizio di sicurezza dell'Ucraina conosciuto come SBU.
La comunicazione della CIA e' una direttiva a Poroschenko in preparazione di un attacco militare coordinato alla Russia per il mese di aprile 2015.
Nel comunicato e' previsto anche un attacco a civili dell'Ucraina orientale in particolare ebrei e far
ricadere la colpa sui soldati russi.
La CIA fornira' ai militari ucraini uniformi ed armi russe. Verranno vestiti cadaveri ucraini dell'est
con uniformi russe come per dimostrare che i soldati russi nell'Ucraina orientale.
La CIA ha ordinato Poroschenko di uccidere civili ebrei, una pratica attualmente in atto.
Testimoni hanno visto militari ucraini vestiti cadaveri con uniformi russe.
Obama e i suoi convogli militari hanno di recente discusso per un attacco militare strategico sulla
Russia. Hanno convenuto che la guerra civile in Ucraina e' la chiave che autorizzera' gli USA di
attaccare la Russia.
Hanno concordato di aumentare le tensioni del conflitto ucraino con l'inganno e le bugie attribuendo la presenza militare russa nell'Ucraina orientale.
Per la CIA la guerra puo' venire ad aprile o maggio del 2015. Gli USA sono impegnati in colloqui segreti con i suoi alleati europei e la NATO in un attacco contro la Russia.








domenica 1 febbraio 2015

DOSSIER SU SERGIO MATTARELLA

MATTARELLA HA APPOGGIATO L'IMPERIALISMO DELLA NATO

Quando il ministro della difesa, Sergio Mattarella, per giustificare i disastri che abbiamo provocato in Kosovo, e che adesso ci ritornano addosso, afferma che se la Nato non fosse intervenuta ci sarebbero stati due milioni di profughi kosovari dice una falsità. In Kosovo, prima dell'intervento della Nato  c'erano stati due stragi di civili da parte delle Milizie paramilitari serbe che avevano fatto meno di duecento vittime. E anche dopo l'intervento Nato, quando lo scontro fra serbi e albanesi si era fatto, proprio a causa di quell'intervento, selvaggio, le vittime civili, secondo gli accertamenti della commissione internazionale mandata sul posto, sono state conteggiate in poco più di 2 mila (2018 per l'esattezza). E proprio quello che avviene oggi in Palestina davanti ai nostri occhi senza che nessuno si sogni di proporre un intervento " umanitario ", ci dice quanto difficile sia, nelle guerre di guerriglia, risparmiare i civili. Perché spesso i civili sono i realtà dei combattenti o dei fiancheggiatori. In Palestina come in Kosovo. In ogni modo, per tornare a Mattarella, in Kosovo, prima dell'intervento Nato,  non era in atto alcun esodo, né biblico né di tono minore perché la Jugoslavia di Milosevic  consideravo gli albanesi kosovari, come è ovvio per uno stato sovrano che controlli un territorio, suoi cittadini anche se di serie B e proprio questo, insieme alle istanze indipendentiste , era il motivo dello scontro fra serbi e albanesi . L'esodo si è avuto solo dopo l'intervento della Nato, nel parapiglia della guerra. Questo per dovere di verità e non certo per simpatia verso Slobodan Milosevic e la sua cricca. 

http://www.massimofini.it/2001/finiamola-con-l-ipocrisia-delle-missioni-umanitarie

Non ebbe esitazioni, da ministro della Difesa (oltre che vicepremier nel governo D'Alema), ad aderire alla guerra della Nato in Kosovo. Guadagnandosi la stima degli Stati Uniti

http://www.msn.com/it-it/notizie/other/quirinale-ecco-chi-%C3%A8-sergio-mattarella-lex-ministro-mai-piaciuto-a-berlusconi/ar-AA8HV8Z

Non sempre, da questo punto di vista, l'Italia ha giocato un ruolo positivo, e, in particolare, nel caso della Jugoslavia e del Kosovo,  è stata nella prima linea di guerra e ha tradito le aspettative di pace di ampia parte della sua stessa popolazione. La partecipazione all’intervento armato senza mandato legittimo non imbarazzò il governo italiano e rappresentò un tradimento delle speranze di pace del popolo. A titolo di esempio, basti ricordare l'intervento al Senato del vice-presidente del Consiglio, Sergio Mattarella: «Sappiamo tutti che l’ONU non ha autorizzato un intervento armato in Kosovo. È anche a tutti nota la ragione per cui ciò non avviene: la ferma opposizione di Paesi con diritto di veto in Consiglio di Sicurezza». Con una singolare interpretazione, ciò non costituiva, secondo il governo, una circostanza ostativa, bensì l’occasione per invocare «una riforma del Consiglio di Sicurezza che lo renda più democratico e più rappresentativo, ponendo le premesse per un superamento del diritto di veto». Quindi, la mozione di maggioranza alla Camera, più che approvare la partecipazione italiana all’intervento armato, fu improntata all’intento di promuovere o assecondare ogni iniziativa utile a porvi fine per “riprendere i negoziati e sospendere i bombardamenti”. Toccò al premier, Massimo D’Alema, dopo avere assicurato che un canale per la ripresa delle trattative dovesse restare aperto, ribadire che: «Ciò non ha nulla a che fare con uno strappo alle nostre responsabilità o con il venire meno di un atteggiamento di solidarietà verso i nostri alleati». -


http://www.marx21.it/internazionale/europa/23944-guerra-alla-jugoslavia-quindici-anni-dopo.html

MATTARELLA E L'URANIO IMPOVERITO

Lorenzo Sani :
''Ho avuto occasione di incontrare il candidato di Renzi al Quirinale, Sergio Mattarella, quando questi era ministro della Difesa del governo Amato. Chiedo scusa per la lunghezza del post, ma lo devo a tanti ragazzi che non potranno mai leggerlo. Lavoravo da qualche mese sulla vicenda dell'Uranio Impoverito e sull'impressionante numero di leucemie linfoblastiche acute e linfomi tra i nostri militari che erano o erano stati in missione nei Balcani, soprattutto in Bosnia, ma non solo.
Sergio Mattarella negò a più riprese il possibile nesso tra l'insorgere delle patologie e il servizio. Negò che la Nato avesse mai utilizzato proiettili all'uranio impoverito (DU, Depleted Uranium), tantomeno che questo fosse contenuto nei Tomahawk (missili) sparati in zona di guerra dalle navi Usa in Adriatico. Insomma, Mattarella, candidato di Renzi al Quirinale, negò su tutta la linea.
Negò pure ciò che era possibile reperire nei primi giorni di internet sugli stessi siti della Difesa Usa, che magnificava l'efficacia degli armamenti al DU e dettava, contestualmente, le precauzioni sanitarie da adottare in caso di bonifica: protocolli di sicurezza molto rigidi, che prevedevano l'utilizzo di tute, guanti e maschere protettive, per svolgere il lavoro che invece a mani nude e senza protezioni facevano i nostri soldiati. I quali, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi e morire. Ero a Nuxis, in Sardegna, al funerale di caporal maggiore della Brigata Sassari Salvatore Vacca, riconosciuto poi come il primo morto di Uranio Impoverito, che aveva prestato servizio alla caserma Tito Barak di Sarajevo.
Ero il solo giornalista presente, il 9 settembre 1999. Tutta questa triste storia incominciò da quel funerale. Pensai che l'argomento DU dovesse interessare a un ministro della Difesa, dal momento che quei ragazzi in divisa oltre che "nostri" erano soprattutto suoi, ma evidentemente ero troppo ingenuo. Per i principali quotidiani e le televisioni il problema dell'Uranio Impoverito non esisteva e non ne avevano ancora parlato. Alle mie ripetute richieste di intervista Mattarella ha sempre risposto negativamente. Ricevetti anche strane minacce mentre stavo indagando per conto del mio giornale in Sardegna. I militari italiani, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi.
Ricordo anche che il comando della Brigata Sassari, dopo la morte di Salvatore Vacca, convocò una conferenza stampa per smentire ciò che io non avevo ancora scritto: fu il cappellano della Brigata, al quale mi ero rivolto per sapere, in un incontro riservato, qualcosa di più su Salvatore e sul possibile nesso tra la malattia e la missione in Bosnia, che spiattellò tutto al comandante e cioè che un giornalista stava indagando sulla morte di un loro soldato, dovuta, forse, a quei proiettili. Smetita preventiva. Non mi è mai più capitato. Iniziai così a scrivere.
Dapprima da solo o quasi, poi qualcun altro incominciò a farlo, ricordo il Manifesto, Liberazione, la Nuova Sardegna, ma ancora poca roba. Per i big della stampa il problema non esisteva e lo scandalo DU non era ancora diventato un caso planetario. Il candidato di Renzi al Quirtinale, Sergio Mattarella, nel nome della trasparenza e della libera informazione, continuava a respingenere le mie richieste di intervista. Provai anche con uno dei suoi sottosegretari, Gianni Rivera, il popolare ex Golden Boy, non ancora eroe di "Ballando con le stelle", che raggiunsi telefonicamente mentre questi stava dispuntando una partita al circolo del tennis. Non malignate: l'orario di lavoro di un giornalista non sempre coincide con quello di una persona normale. Mettiamola così. Rivera non sapeva neppure cosa fosse l'Uranio Impoverito.
Si arriva così al 27 gennaio 2001, giorno in cui decido di tendere un'imboscata al ministro Mattarella, che si trova ad Ascoli col presidente della commissione Difesa della Camera Valdo Spini per il giuramento del primo contingente di donne militari di truppa dell'Esercito italiano, lo stesso in cui qualche anno dopo si distinse l'istruttore Salvatore Parolisi (ma questa è un'altra storia). Avvicinai Mattarella nella ressa dei giornalisti e riuscii a porgli un paio di domande, alle quali, assai piccato, si rifiutò ancora una volta di rispondere.
O meglio, anche in quell'occasione negò qualsiasi nesso tra DU e i linfomi o le leucemie. Fantasie della stampa. Provai a insistere, ma lui mi respinse con toni e modi definitivi «Questa non è un'intervista» mi disse. «Io le interviste le concordo prima, poi voglio per iscritto le domande e infine leggere il testo del giornalista prima che questi lo dia alle stampe».
Tutte le volte che ho letto qualche sua intervista sui maggiori quotidiani, negli anni a venire, è ovvio che poi ho pensato male. Mattarella girò i tacchi se ne andò, così mi beccai anche il rimprovero dei colleghi perché avevo fatto scappare il ministro con domande "fuori tema".
Raccontai questa scena nel mio pezzo che conclusi lasciando al lettore ampia facolta di scelta sul caso dell'Uranio Impoverito, che non era diventato un "caso" solo perché Striscia la Notizia non se ne era ancora occupata (l'Italia è questa). Insomma, scrissi, come volete la verità: liscia, gassata o Mattarella? E' una domanda che ora pongo anche a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto il post, del quale mi scuso ancora una volta per la lunghezza. Come deve essere la verità in questo Paese allo sbando: liscia, gassata o Mattarella?
(secondo l'Osservatorio Militare sono 307 i militari italiani morti e oltre 3.700 i malati: è la macabra contabilità della cosiddetta "Sindrome dei Balcani". Il contingente italiano era di stanza nell'area più inquinata dai colpi sparati in Bosnia e Kossovo: 50 siti, per un totale di 17.237 proiettili, secondo fonti ufficiali Nato/Kfor. Non solo: la missione Nato in cui si parlava di armamenti al DU e dei 13 Tomahawk con testata al DU sparati dall'Adriatico, è stata presentata dall'ammiraglio Leighton Smith alla Base di Bagnoli, Napoli. Solo Mattarella non sapeva o diceva di non sapere).''

https://www.facebook.com/lorenzo.sani.71/posts/1621965001368747

Il servizio della Rai 3  :

"Il 27 settembre 2000 l'Onorevole Mattarella, allora Ministro della Difesa, risponde ad una interrogazione parlamentare ed è preciso: 'A Sarajevo non e' mai stato utilizzato uranio impoverito'' In realta' non era vero.

https://www.facebook.com/plugins/post.php?app_id=&channel=http%3A%2F%2Fstatic.ak.facebook.com%2Fconnect%2Fxd_arbiter%2FDU1Ia251o0y.js%3Fversion%3D41%23cb%3Df2af0bb5422c59%26domain%3Dwww.losai.eu%26origin%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.losai.eu%252Ff14cdd164044ec8%26relation%3Dparent.parent&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fvideo.php%3Fv%3D897964100234941&locale=en_US&sdk=joey&width=466#

Tratto da :

http://www.losai.eu/contro-mattarella-il-post-e-il-video-che-stanno-facendo-il-giro-della-rete/

Quella volta che Mattarella menti'

Era il dicembre 2000. Non avevo ancora presente quanto fosse corta la memoria del mio Paese. Erano i giorni dell'uranio impoverito. Anche un raffreddore diventava un sintomo e i nostri militari erano gracilissimi, a leggere i giornali. Non si parlava d'altro e scoppiò il caso, come si dice in gergo. Spuntavano esperti su ogni colonna di giornale. Ma i giornalisti preparati, o soltanto curiosi e indipendenti erano pochi. Eravamo pochi. Fu la mia prima inchiesta a Metro. Me ne innamorai. Forse perchè i miei cugini erano in Bosnia e Kosovo, da militari. Forse perchè la maggior parte dei  soldati ammalati erano del Sud. Andai a trovare Valery Melis in ospedale a Milano, e Luca Sepe era mio amico. Cose così. Fatte anche di sorrisi, abbracci e incoraggiamenti. E tanti,troppo funerali. La scienza aveva risposte confuse. E molti di noi confondevamo la radioattività dell'uranio con la sua tossicità chimica. Bisognava diventare esperti di fisica e di chimica e bisognava fare presto. C'erano tante mamme vestite a lutto, e giovani vedove con i sogni a metà. 
La politica aveva davanti a sè delle scelte: poteva cercare di capire, informarsi, prendere delle decisioni.
Poteva assistere i ragazzi ammalati, pur negando che ci fosse un problema.
Poteva chiedere conto alla Nato, vedere cosa stava succedendo nel resto del mondo.
Mattarella era ministro della Difesa: scelse la strada più meschina. Alle Camere regalò, qualche giorno prima di Natale, un discorso pieno di "non so". L'uranio fa male? Non so, non sappiamo. C'è uranio nelle bombe sganciate in Bosnia? Non so, forse sì. Ma la Nato non ci ha informati. 
La Nato, tanto per dire, qualche ora dopo smentì lo stesso ministro: ve l'abbiamo detto ufficialmente che su quegli aerei c'era uranio e che lo abbiamo sganciato nei Balcani, e in Iraq (e in Somalia, si scoprirà). C'è un'Ansa a dimostrarlo.
Mattarella non si arrese nel suo tentativo di "far passare la nottata": organizzò un volo per  giornalisti, e c'ero anche io, all'epoca giovane cronista di Metro.
Andammo a Sarajevo dove giovani soldati ci raccontavano di quanto alla caserma Tito Barrak si stesse bene. L'uranio? Non abbiamo paura, ripetevano a memoria. Salvo poi darti i numeri di telefono quando il generale si spostava più in là. Con alcuni di loro sono rimasta in contatto. Sono una fonte preziosa.
Nel frattempo Mattarella istituì la Commissione Mandelli per "trovare la verità".In pochi mesi avrebbe dovuto realizzare un'indagine epidemiologica per cercare il nesso tra uranio e malattie. Ma Mandelli - che non mi spiegherò mai perchè accettò quell'incarico - aveva numeri sbagliati e quella Commissione non poteva funzionare. Scrisse nella relazione finale che non aveva avuto gli strumenti per indagare ma questo, nella superficialità delle notizie stampa fu tradotto semplicisticamente "Nessun nesso".
E qualche stupido che fa finta di avere la memoria corta, ancora oggi assolve l'inquinamento bellico perchè Mandelli non trovò il nesso.
La sensazione che ho avuto è che Mattarella ha sempre cercato di coprire (forse  perchè malconsigliato dai generali? O dai vertici politici internazionali?), anche se non c'è stato mai un processo nè tantomeno una condanna. Poco dopo, nel 2001, il suo mandato finì, ma sulla vicenda uranio i tribunali si sono espressi: ci sono almeno 20 sentenze di condanna allo Stato italiano a risarcire i soldati. La scienza internazionale ha le prove del nesso tra le bombe e le malattie. 
Mattarella non solo ha subito negato l'esistenza di un qualche problema, non ha mai dimostrato di voler capire o fare chiarezza. E così facendo di conseguenza non ha protetto i suoi soldati e non ha cercato la verità. Più di 300 soldati sono morti per la sindrome bellica, dal 1999 a oggi. Migliaia sono gli ammalati.
Se Mattarella dovesse diventare presidente, come capo delle Forze Armate dovrebbe chiedere scusa ai suoi soldati e alle loro famiglie. 
 http://www.metronews.it/blog/toghe-verdi/quella-volta-che-mattarella-ment%C3%AC.html

MATTARELLA E LA MAFIA

Paolo Franceschetti :
''Mattarella. Mattarella. Dunque... mi sovviene che a Palermo apparteneva alla squadra di Salvo Lima, Ciancimino, Calogero Mannino. Mafia allo stato puro, anche se formalmente di correnti diverse, Ma forse lui non se ne era accorto. si incontrò con padre Pintacuda e ebbe intensi rapporti con Leoluca Orlando. Chi era Pintacuda? Il fondatore del cerisdi, un centro studi fondato da Pintacuda e che era (ed è) in realtà un centro dei servizi segreti, che sorge a Castel Utveggio, a Palermo. Quel centro da cui partì la telefonata che avvertì Brusca che falcone arrivava a Punta Raisi, e da cui fu azionato il telecomando della strage di Via D'Amelio. Ma forse Mattarella non lo sapeva. Tutte queste cose lui non le sapeva e non le sa. Magari era impegnato, o si era voltato dall'altra parte proprio in quel momento.''

https://www.facebook.com/paolo.franceschetti.1/posts/10206054667716498?fref=nf

L'Associazione Rita Atria : 'No a Mattarella presidente'

“Mattarella, non lo vogliamo come Presidente”. E’ il post pubblicato due giorni fa su Fb dall’Associazione Rita Atria. Il motivo? “Testimoniò a favore di Vincenzo Culicchia, Sindaco di Partanna per 30 anni. Lo stesso sindaco denunciato dalla nostra Rita Atria”.
Chi sia Vincenzino Culicchia, democristiano della corrente morotea nella provincia trapanese, primo sindaco di Partanna ininterrottamente dal ’62 al ’92, è noto. Accusato di associazione mafiosa viene assolto in via definitiva nel 2000, dopo una vicenda giudiziaria durata nove anni. Non finì altrettanto bene a Rita Atria, la diciassettenne che si ribellò alle cosche del suo paese, diventò una testimone di giustizia e infine si tolse la vita il 26 luglio del ’92, una settimana dopo l’a strage di via D’Amelio nella quale aveva perso la vita Paolo Borsellino che per lei era diventato un secondo padre. La ragazzina ribelle di Partanna aveva accusato Culicchia di essere il mandante dell’omicidio di Stefanino Nastasi, vicesindaco del paesino trapanese assassinato nell’ ’83 in circostanze mai accertate. “L’omicidio – aveva raccontato la giovanissima testimone di mafia – fu voluto da Culicchia che temeva sia di perdere la poltrona di sindaco sia che Nastasi rilevasse i suoi intrallazzi”. Anche da questa accusa Culicchia fu prosciolto. Il politico a sua difesa ricordò di essersi schierato con il presidente della Regione Piersanti Mattarella contro gli esattori Nino e Ignazio Salvo.
Oggi l’Associazione Rita Atria fa riferimento alla deposizione del 26 febbraio 1996, quando Sergio Mattarella, interrogato dal pm Massimo Russo nel processo per associazione mafiosa a Culicchia, ribadì più volte la distanza dell’ex sindaco di Partanna da qualsiasi frequentazione mafiosa e assicurò che l’atteggiamento di Culicchia era sempre stato di “opposizione e contrarietà alla mafia”.
Nadia Furnari, portavoce dell’Associazione, ribadisce il suo rifiuto per quella che “è stata una pratica diffusa tra i democristiani di quei tempi: si difendevano a vicenda”. Ma “la storia – dice – non può essere dimenticata e il fatto che Sergio Mattarella si sia messo a garante della moralità di Culicchia ci lascia veramente molto perplessi e per questo oggi non lo vogliamo come Presidente”.
Ecco il testo del post pubblicato su Fb: ”Testimoniò a favore di Vincenzo Culicchia, Sindaco di Partanna per 30 anni. Lo stesso sindaco denunciato dalla nostra Rita Atria. E’ vero Culicchia è stato assolto, dal punto di vista giudiziario non possiamo condannarlo, ma dal punto di vista politico e morale, SI. La Camera dei deputati autorizzò a procedere per l’arresto di Culicchia, e per farsi un’idea su chi fossero Culicchia e i suoi amici basta cercare lo spessore politico e umano nella Relazione della Giunta per le Autorizzazioni a Procedere dell’11 maggio del 1992 (trasmessa al Ministro Martelli e il 15 giugno 1992 presentata alla Presidenza, nr. 25 di Casablanca – storie delle città di frontiera). Poi fu assolto ma non serve una condanna per il giudizio politico. Bastano le carte i fatti, le azioni, le attività, le frequentazioni. E riteniamo che un uomo si possa condannare politicamente. Non lo vogliamo come Presidente. E pensiamo che non dovrebbe volerlo nemmeno chi dice di fare Memoria di Rita Atria. Non dovrebbe volerlo nemmeno chi si presenta con la fascia tricolore davanti alla tomba di Rita o alle manifestazioni in Suo nome. Non dovrebbe volerlo nemmeno chi approva le leggi per il risarcimento dei testimoni nel nome di Rita Atria … e siamo certi che anche altre associazioni che ricordano puntualmente morte e compleanni di Rita sapranno prendere le dovute distanze. Le parole di Rita contenute nel diario ritrovato dopo la sua morte: “Credo proprio che mai Culicchia andrà in galera. Ha ucciso, rubato, truffato ma mai nessuno riuscirà a trovare le prove che lo accusano e provino che dico la verità. Sono sicura che mai riuscirò a farmi credere dai giudici, vorrei che ci fosse papà, lui riuscirebbe a trovare le prove che lo facciano apparire per quello che veramente è, cioè Culicchia è solo un assassino truffatore, ma naturalmente le parole di una diciassettenne non valgono nulla. Io sono solo una ragazzina che vuol fare giustizia e lui un uomo che interpreta benissimo la parte del bravo e onesto onorevole. Io non potrò più vivere, ma lui continuerà a rubare, e a nascondere che è stato lui a far uccidere Stefano Nastasi. Già come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita”.

Dopo la morte di Rita Atria, e l’assoluzione da tutte le accuse, Culicchia aderì alla Margherita, e poi al Pd. Venne rieletto sindaco di Partanna, poi diventò deputato regionale e vicepresidente della Provincia trapanese. Di Rita Atria resta solo una lapide di marmo, con una piccola foto, nel cimitero di Partanna.

http://www.loraquotidiano.it/2015/01/31/lassociazione-rita-atria-no-a-mattarella-presidente_23605/

http://www.ritaatria.it/Home/tabid/55/EntryId/762/-No-a-Mattarella-presidente-LOra-intervista-Nadia-Furnari.aspx

MATTARELLA MASSONERIA E MAFIA


Mattarella, l'accusa choc: "Ospite della loggia massonica deviata"

"L'attuale Presidente della Repubblica ospite del centro massonico Scontrino del Grande Oriente, legato alla mafia". E' l'accusa choc contenuta nella sentenza dei giudici di Trapani sull'omicidio Rostagno


"L'attuale Presidente della Repubblica ospite del centro massonico Scontrino del Grande Oriente, legato alla mafia". E' l'accusa choc contenuta nella sentenza dei giudici di Trapani sull'omicidio di Mauro Rostagno, giornalista ed ex di Lotta Continua ucciso da Cosa Nostra nel 1988.

Nelle motivazioni della sentenza dei giudici trapanesi, rivela il Fatto Quotidiano, spunta anche il nome dell'attuale capo dello Stato come frequentatore ai tempi della Dc dei salotti della loggia massonica deviata "Scontrino". Scrive il Fatto che quando la polizia perquisì il circolo, nel centro storico trapanese, scoprì l'esistenza di 6 diverse logge. E agende e rubriche piene zeppe di numeri di telefono di politici locali e nazionali, elencati nelle motivazioni della sentenza con cui la Corte d'Assise il 16 maggio 2014 ha condannato il boss Vincenzo Virga e il killer Vito Mazzara, in quanto rispettivamente mandante ed esecutore dell'omicidio del giornalista.
In quell'elenco compaiono i nomi di Calogero Mannino e Carlo Vizzini, ma anche quello dell'attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'epoca deputato della Dc. Poco prima di essere ucciso Rostagno indagava proprio sulle logge. Il suo assassino, per mano mafiosa, è maturato nell'ambito di"trame collusive delle cosche con altri ambienti di potere" trapanese.

Il Quirinale ha subito risposto smentendo tutto quanto: "Sergio Mattarella non ha mai tenuto alcuna conferenza al circolo “Scontrino”, di cui non è stato affatto “frequentatore” delle iniziative. La sola volta in cui è venuto a conoscenza dell’esistenza di questo circolo è stata, nei primi anni Ottanta, in occasione della conferenza, sulla giustizia tributaria, di un suo collega professore della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo che lo ha invitato ad assistervi. Sergio Mattarella si è recato ad ascoltarlo, apprendendo in quella sede che la conferenza era promossa da un circolo denominato “Scontrino”, a lui del tutto sconosciuto e con il quale non ha mai avuto, né prima né dopo, alcuna relazione o contatto di qualsivoglia genere".

http://www.affaritaliani.it/cronache/mattarella-accusa-choc-ospite-loggia-massonica-deviata-377573.html?refresh_ce


MATTARELLA E I GESUITI

Mattarella è stato discepolo e strumento del gesuita Padre Bartolomeo Sorge, l’inquietante manovratore di politici italiani. Ex Direttore dell’organo di Stampa dei Gesuiti e Fondatore di una scuola di Politica palermitana intitolata al Papa Nero Pedro Arrupe.
Fu lui, tramite Mattarella, a far fare carriera a Orlando, l’attuale sindaco di Palermo e allievo dell’altro inquietante gesuita Padre Pintacuda.

http://coscienzeinrete.net/politica/item/2267-chi-%C3%A8-cos%C3%AC-potente-da-far-eleggere-quest-uomo-al-vertice-dello-stato

MATTARELLA ELOGIATO DAL CRIMINALE MICHAEL LEEDEN 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-18/wall-street-journal-loda-sergio-mattarella-leader-unico-europa-191206.shtml?uuid=ABy7fvwC

IL PARLAMENTO CHE LO HA ELETTO E' INCOSTITUZIONALE

E' stato eletto da un parlamento incostituzionale in quanto eletto con il Porcellum che la Corte Costituzionale aveva bocciato (il 13 gennaio 2014 la Corte Costituzionale emise la Sentenza n. 1/2014 con cui il 4 dicembre 2013 bocciò le norme elettorali previste dal cosiddetto Porcellum)

http://www.lonesto.it/?p=11912

MATTARELLA E LA VICENDA MITROKHIN

''Nel 1999 le nefandezze della commissione Mitrokhin, l’archivio contenente le attività illecite del Kgb in Italia, Sergio Mattarella allora era vicepresidente del Consiglio dei Ministri con delega ai servizi segreti. Nel Paese irrompe la notizia dell’esistenza di documenti dirompenti. «E per far luce su quando i vertici di quel governo seppero del dossier – ricostruisce Il Tempo – sul perché non fu informata per tempo la magistratura italiana, sul chi e come «corresse» le bozze del libro su quell’archivio e sul perché, guarda caso, si fece in modo che l’archivista Mitrokhin non venne ascoltato dal Sismi, venne istituita, qualche anno dopo, una commissione d’inchiesta parlamentare presieduta dal senatore Paolo Guzzanti. E fra le molte persone sentite ci fu anche Mattarella». Il quale, tra contraddizioni, smentite e sbalzi temporali, in diverse audizioni sostenute di fronte alla commissione, replicò in maniera poco convincente con argomenti che tamponarono sul momento, ma non chiusero la falla dei tanti interrogativi a lungo rimasti senza risposta. La sentenza definitiva sul giallo dello sbianchettamento, poi, l’avrebbe pronunciata anni dopo, nel 2004, un altro illustre presidente della Repubblica, il picconatore Francesco Cossiga che, sul dossier Mitrokhin disse: «Chi è stato? I servizi segreti. Su ordine di chi? Il più adatto, ovvio, era Sergio Mattarella''

http://www.lonesto.it/?p=11912

MATTARELLA E' ANTICATTOLICO

Contenti? Mica tanto.

Pare incredibile, ma pure dopo la Legge 194 che ha legalizzato e sovvenzionato l’aborto, la Legge 40 che ha legalizzato e sovvenzionato la fecondazione artificiale, le vicende pericolosissime e per ora scampate dei Di.Co e delle d.a.t., esistono ancora cattolici che si rallegrano per l’elezione a Capo dello Stato di un democristiano.
 Eppure, chi difende la vita dovrebbe avere ben inteso cosa c’è dentro e dietro una mentalità che fa del cristianesimo poco più di una traccia, una strada da seguire ove possibile e da cui deviare ove conveniente. Se Andreotti nel 1978 non fece cadere il governo per la 194, chissà cosa avrebbe fatto un “cattolico moderato di sinistra” dinanzi al decreto che avrebbe salvato la vita ad Eluana: siamo così certi che sarebbe finita diversamente?
Dice: era peggio la Bonino. Non ne sarei tanto sicuro, Mattarella potrebbe essere peggio quanto il peggio, ma in maniera diversa: qualcuno ha detto che un nemico vero è meno pericoloso di un amico finto ed un presidente laicista, aggressivo su certi temi, avrebbe per reazione compattato la coscienza cattolica del Paese come si è verificato in passato, suscitando una resistenza davvero fastidiosa anche in Parlamento; mentre la storia insegna che l’unico che può davvero fare i cattolici gabbati e contenti è un democristiano.
Ma questi sono argomenti di carattere generale, la solita tirata antidemocristiana di uno che non capisce nulla di politica, della vita vera ed in ultima analisi manco del cattolicesimo, che è certo un fariseo e magari pure fascista.
E poi Mattarella che ne sai che ha fatto? Mattarella non era in Parlamento ai tempi della 194! Già, la questione aborto è stata affrontata dai nostri politici nel 1978, quando Mattarella non era ancora Onorevole: ma sulla fecondazione artificiale l’oggi Presidente ha detto la sua, eccome. E pure sull’aborto. State a sentire.
Nel 1996, come esponente del PPI, Mattarella è secondo firmatario, dopo Rosa Russo Jervolino, di una delle primissime proposte di legge in materia di fecondazione artificiale[1], atto che precorre i tempi essendo in sostanza una anticipazione netta e definita – guardacaso – di quella che sarebbe poi divenuta la Legge 40, otto anni dopo.
Se scorriamo la proposta Jervolino – Mattarella, infatti, troviamo, esattamente come nella Legge 40, il via libera alla fecondazione artificiale a spese dello Stato col solo divieto di eterologa e selezione eugenetica degli embrioni, oltre che del congelamento. La sola rilevante differenza è che la  fertilizzazione in vitro è in questo testo riservata a soli coniugi, mentre la 40 la ammetterà anche per i conviventi. Già nel 1996 era dunque aperta la via democristiana alla produzione dell’Uomo a spese dello Stato, ed è quantomeno singolare che il testo adottato poi nel 2004 sia sostanzialmente il medesimo a suo tempo proposto dalla Jervolino e da Mattarella, quando non c’erano la propaganda martellante ed il braccio di ferro laici / cattolici che avrebbero poi travolto il Paese negli anni a venire.
Ma non basta, perché le singolarità non si esauriscono qui. Nel 2014, infatti, Sergio Mattarella, divenuto Giudice costituzionale, è nel collegio che emana la sentenza n. 162, ossia la nota pronuncia che, proseguendo l’opera di demolizione della sciagurata Legge 40, autorizza proprio la fecondazione artificiale eterologa, aprendo così la via anche all’utero in affitto.
Curioso, eh?
Nel frattempo, nel 2012, sempre quale Giudice costituzionale, Mattarella è stato nel collegio che ha reso l’ordinanza 196/2012, in cui viene dichiarata l’inammissibilità della questione di costituzionalità della Legge 194 in relazione alla possibilità per la gestante di abortire volontariamente entro i primi novanta giorni. In altri termini, un Giudice minorile aveva sollevato il tema della (in)compatibilità con la Costituzione della possibilità dell’aborto entro i tre mesi ma la Corte, come al solito, si è rifugiata per l’ennesima volta dietro profili di irrilevanza processuale del problema: e tra i Giudici costituzionali che hanno ritenuto di schivare nuovamente il problema del rapporto tra 194 e Costituzione, lasciando la 194 intatta ed assassina, troviamo anche l’oggi Presidente che qualche cattolico saluta con giubilo.

http://radiospada.org/2015/01/contenti-mica-tanto/

MATTARELLA E ROTARY

Mattarella frequenta eventi Rotary :

http://lnx.rotarytrapanierice.it/relatori-illustri-delle-nostre-conviviali/

che e' un'organizzazione massonica sionista

http://www.islamweb.net/emainpage/index.php?page=showfatwa&Option=FatwaId&Id=4326













sabato 24 gennaio 2015

LA MONETA DI PROPRIETA' NEL TERZO REICH

La moneta di proprieta' nel Terzo Reich

Un altro, clamoroso caso di moneta statale esente da debito che ebbe l'effetto di domare in pochi 
anni l'iperinflazione, la recessione e la disoccupazione, eliminando il debito pubblico e non 
facendone contrarre di nuovo durante una lunga guerra, fu quello delle Reichsbank diretta da Hjalmar Schacht durante il Terzo Reich. Il Nazionalsocialismo, volendo impegnare la Germania in una guerra gigantesca, aveva bisogno sia di rilanciare l'economia, che di armare il Paese, che di legare a se' la popolazione, per indurla ad accettare di combattere e morire; e tutto cio' era da
realizzarsi partendo da una situazione disastrosa di economia e finanza. I fini perseguiti dal Nazionalsocialismo e l'esito della sua politica sono anche troppo noti e non abbisognano di commenti, ma la soluzione tecnica adottata sotto di esso per il problema economico-finanziario risulto' efficacissima, in se'. La Germania, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, era si' distrutta, ma, come per magia, non aveva accumulato alcun debito pubblico.
Quella soluzione era tanto efficace che gli Alleati, i quali, a causa della guerra, si ritrovarono gravati da un debito pubblico moltiplicato verso le loro rispettive Banche Centrali, imposero alla Repubblica Federale Tedesca di rinunciare alla moneta senza debito e di adottare anch'essa il sistema di indebitamento verso la sua Banca Centrale.
Ossia, la Repubblica Federale Tedesca dovette spogliarsi della sovranita' monetaria inerente alla sovranita' statale, cedendola alla Bundesbank, cosi che in seguito, per finanziarsi, si ritrovo' a dover pagare a essa il denaro, indebitandosi. Altrimenti si rischiava che i popoli delle grandi democrazie che avevano sostenuto tanti sacrifici per difendere la democrazia e donarla ai Tedeschi, scoprissero che quelle non erano affatto democrazie, ma plutocrazie bancarie che si erano arricchite grazie ai
sacrifici e alla guerra, e che forse l'avevano persino voluta.
E il debito pubblico tedesco sali' a 7 miliardi di marchi nel 1959, a 17 nel 1955, a 33 nel 1965, erodendo la capacita' dello Stato di svolgere i suoi compiti, e comprimendo i redditi e gli investimenti privati.
Gradualmente il miracolo della ricostruzione postbellica tedesca si imbolsi' e la Germania cesso' di rappresentare un pericoloso termine di paragone per i cittadini delle potenze vincitrici della guerra, ma vinte dal loro indebitamento pubblico verso le rispettive Banche Centrali e dal conseguente carico fiscale.
Sul punto evidenziamo che il debito pubblico degli USA era di 25.000 milioni di dollari nel 1919, di 270.000 milioni nel 1945, e di 475.000 milioni circa dopo il pasticcio del Vietnam.

Fonte Euroschiavi pag 249-250









sabato 17 gennaio 2015

FABIO BOTTIGLIERI : IL POLITICO FAKE DEL M5S MARCHE

Fabio Bottiglieri, che ha lavorato nel mondo delle banche e della finanza (dove pullulano i massoni) sostiene che le nazioni europee hanno debiti diversi ed auspica un debito unico.
Il debito invece non va pagato in quanto la moneta e' emessa a debito con metodi truffaldini
ed anticostituzionale. E' filoeuropeista.
Ha lavorato nella Interforex Financial Service SpA di Civitanova Marche, una societa' poco seria
in quanto denunciata per truffa e poi condannata. Va aggiunto che la sentenza finale non lo ha riguardato.
E' appoggiato mediaticamente da Cronache Maceratesi, un media locale che pubblicizza massoneria ed organizzazioni massoniche (Rotary e Lions)


Bottiglieri a favore di un debito unico in Europa :

http://www.youtube.com/watch?v=XptHYH1S7xc

anche Soros sostiene che i debito dell'Eurozona vanno congiunti :

http://www.bbc.co.uk/news/business-14536779

Ha lavorato nel mondo delle banche ed in particolare della finanza

http://www.beppegrillo.it/europee/candidati/fabio_bottiglieri.html

un mondo dove i massoni pullulano :

http://www.blitzquotidiano.it/libri/confiteor-cesare-geronzi-massoneria-conta-1413300/

Fabio Bottiglieri ha lavorato per la Inforex Financial Service Spa di Civitanova Marche dal 2004 al 2008

http://www.beppegrillo.it/europee/candidati/fabio_bottiglieri.html

(http://www.guidamonaci.it/inforex-financial-service-spa_83_250419174123111.html)

Questa societa' finanziaria (poi fallita) e' stata denunciata per truffa per il periodo 2004-2009 


(http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/10/news/societ_finanziaria_abusiva_undici_indagati_truffa_da_30_milioni_a_centinaia_di_risparmiatori-6931076/)

La sentenza finale non lo ha riguardato :

http://www.cronachemaceratesi.it/2014/07/02/broker-fecero-sparire-15-milioni-di-euro-sentenza-a-due-anni/547282/

ma vanno hanno evidenziate le considerazioni di un utente (Luca Sparapani) fatte prima della sentenza finale :

''. Posto che non è al momento indagato, e tanto meno condannato, è altrettanto vero che è stato prima amministratore unico e poi consigliere di amministrazione della INFOREX (almeno questo è quello che lui dice celando il nome della ditta sotto l’acronimo IFS). Ora se la tua azienda truffa per 30 milioni di euro i tuoi clienti attraverso dei dipendenti e/o collaboratori infedeli, come è possibile che tu amministratore non ti accorga di una cosa del genere?  Da questo articolo (http://www.ilrestodelcarlino.it/civitanova_marche/cronaca/2010/09/10/382610-risparmiatori_truffati.shtml) si evince come la truffa si sia perpetrata proprio quando lui era amministratore. Manderesti in Europa uno che non si accorge di una cosa così grave in casa sua? Io no! Per questo ritengo la sua candidatura inopportuna!  ''

e che, dopo un post di Bottiglieri :

''Le indagini sono già state concluse con dei rinvii a processo penale.
2 procure hanno indagato e nulla c’è a mio carico.
I clienti avevano un conto corrente personale intestato presso banche e la società non raccoglieva direttamente denaro.
Gli illeciti contestati sono iniziati ben dopo la mia uscita dalla società,  i conti ad un certo punto sono  stati svuotati ed i soldi mandati in paesi arabi ( le procedura standard prevedevano bonifici solo verso la piazza londinese), come le banche abbiano permesso ciò resta un grosso punto di domanda.
La mia storia era identica anche un anno fa, eppure nessuno disse o scrisse nulla, si vede che certe figure del M5S locale fanno paura. ''

risponde cosi :

''Che un anno fa nessuno sapesse nulla Bottiglieri non è una scusante. La sua candidatura è inopportuna per quello che lei ha fatto in passato, per le vicende delle aziende che lei ha rappresentato e in cui ha lavorato. Inopportune non vuol dire che lei sia incandidabile. A ognuno un minimo di esame di coscienza per valutare se sia opportuno il proprio ruolo politico oppure no. Dobbiamo anche presumere che siano false le voci relative ad una sua attività all’interno della SBC di Civitanova qualche tempo fa?  (...)
PER LA REDAZIONE DI CM: Non potete stravolgere i commenti tagliandone alcune parti stravolgendo così il senso ed il significato.  Se non va bene il commento va eliminato del tutto e non operando dei tagli a vostro piacimento''

http://www.cronachemaceratesi.it/2014/04/04/marina-pallotto-e-fabio-bottiglieri-in-lista-con-grillo-per-le-europee/448821/

Cronache Maceratesi, che pubblicizza massoneria 

http://www.cronachemaceratesi.it/2013/12/05/da-villa-lauri-allo-sferisterio-la-massoneria-nellurbanistica-maceratese/407693/

ed organizzazioni massoniche (Rotary e Lions) 

http://www.cronachemaceratesi.it/?s=rotary&x=0&y=0

http://www.cronachemaceratesi.it/?s=lions&x=0&y=0

solo tra il 17 novembre 2014 ed il 2 dicembre 2014 ha pubblicizzato ben 3 interventi del Bottiglieri : 

http://www.cronachemaceratesi.it/?s=fabio+bottiglieri&x=0&y=0

e lo ha favorito anche per le europee :

http://www.cronachemaceratesi.it/2014/03/31/fabio-bottiglieri-sogna-leuropa-e-si-candida-col-m5s/447174/

http://www.cronachemaceratesi.it/2014/04/04/marina-pallotto-e-fabio-bottiglieri-in-lista-con-grillo-per-le-europee/448821/

mentre Agordati Maria arrivata seconda per le regionali 2015 nella provincia di Macerata

http://d2ddakkt2rzmi5.cloudfront.net/risultati_regionalie/RISULTATI_REGIONALIE_MARCHE.pdf

non ha beneficiato di nessun articolo :

'http://www.cronachemaceratesi.it/?s=agordati+maria&x=9&y=7











lunedì 12 gennaio 2015

POTENZA PICENA (MC) : RADAR NATO CON LICENZA DI UCCIDERE

Potenza Picena (MC) : Radar Nato con licenza di uccidere

Sos Marche - La provincia di Macerata, in particolare Potenza Picena, registra un macabro primato italiano: un numero record di tumori, morbo di Crohn, ictus, cardiopatie ischemiche, suicidi, interruzioni di gravidanza, sterilità maschile, nascita di bambini con patologie congenite, convulsioni senza febbre, sclerosi, cataratte e disturbi psicosomatici.

“Aiutateci a non morire. Siamo assediati da un nemico invisibile e silenzioso: un super radar militare che uccide lentamente con i suoi impulsi a microonde”. Mentre l’Aeronautica si trincera dietro il segreto militare, Giovannella Maggini Mazzarella, insegnante in pensione, ha raccolto le prove del disastro. Una vicenda che un membro della New York Academy of Sciences, Gianfranco Valsè Pantellini, ha definito “la strage degli innocenti”. I radar militari operano in deroga alle normative di protezione sanitaria ed ambientale, nonostante i rapporti scientifici dell’Istituto Superiore di Sanità che 30 anni fa segnalavano i pericoli. Uno studioso italiano, il dottor Franco Sarto, già nel 1978 aveva documentato danni al Dna, esaminando il caso di numero radaristi militari. Tant’è che il Ministero della Difesa da allora ha inibito al medico di proseguire le sue ricerche cliniche.

Nel 1982 la Circolare 69 del Ministero della Sanità avverte che «quelle dei radar sono le sorgenti elettromagnetiche più pericolose per l’organismo umano». In barba al principio di precauzione, lo Stato non prende alcuna contromisura. «Il numero dei radar attualmente impiegati è elevato ed in continuo aumento» prosegue il documento ministeriale «Non sono disponibili dati precisi, perché segreti, sui radar militari, ma è nota la continua richiesta di sempre nuovi e più sofisticati dispositivi di questo tipo».
Quella marchigiana è una storia dimenticata per anni sulle scrivanie dei Ministeri della Sanità, dell’Ambiente, della Difesa, del Tesoro e delle Finanze, del Presidente della Repubblica, della Magistratura, dei Carabinieri, dell’Enea, dell’Ispesl, del Parlamento Europeo, della Prefettura, dell’Autorità Sanitaria Locale e perfino di onorevoli e governanti Verdi (Pecoraro Scanio).

Lo studio - La signora Mazzarella ha riunito anni di indagini, ricerche, dati, relazioni, denunce, lettere. La sua battaglia per il diritto alla salute comincia nel 1986, quando muore il marito per un tumore al cervelletto. Nell’87 l’Aviazione di Stato potenzia l’impianto radar presente nel territorio comunale (vincolato paesaggisticamente dal 1983). Si installa un ‘Argos 10’, sostituito nel ’99 da un dispositivo automatizzato dell’Alenia ancora più potente. Le accresciute dosi di radiofrequenza e microonde si avvertono subito: cancelli radiocomandati che si aprono e si chiudono da soli, televisori impazziti, computer e apparecchiature elettroniche in tilt, radio e impianti stereo che si accendono autonomamente, stimolatori cardiaci che si bloccano, frutta che non matura, conigli che non prolificano, neonati colpiti da palatoschisi e labbro leporino, anomali incidenti stradali. La Rai comunica che «Le interferenze sono dovute alla presenza, a poca distanza dalle abitazioni di impianti radar aventi caratteristiche tali che l’impianto ricevente di utente esce dalle condizioni di normale funzionamento».

Anche l’Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni imputa alla postazione Nato, la causa degli inconvenienti: «Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato l’esistenza di interferenze ai servizi di radiodiffusione dovute alle emissioni radar prodotte dalla locale base dell’Aeronautica Militare».

Il 2 febbraio 1990 si costituisce l’Ader (Associazione per la difesa dalle emissioni radar) che inizia a dar battaglia all’Arma Azzurra per conoscere i dati operativi e valutarne l’impatto sulla salute umana. Ma il segreto militare è una barriera impenetrabile. L’Ader ostacolata dall’amministrazione comunale e dall’ente pubblico Regione Marche, non potendo studiare le cause, analizza gli effetti di quei campi elettromagnetici. E riscontra un aumento sospetto di tumori e disturbi su persone, animali e piante. I cittadini si rivolgono pure all’Istituto Superiore di Sanità che si defila senza spiegazioni.

Stato latitante - Le istituzioni balbettano: Ministri e Sottosegretari dicono “che è tutto sotto controllo”. Ma la gente continua ad ammalarsi e a morire. Tutti si arrendono tranne la signora Giovannella. Lei ha raccolto età, professione, abitazione delle vittime, riportando caso per caso su una mappa topografica. Operazione che ha ripetuto per ogni patologia. Migliaia di fogli segnati con cerchietti rossi: tumori, aborti, suicidi, cataratte. E ogni disegno corrisponde a un nome: un bambino, una mamma, un papà. Andrea, Lucia, Alberto, Giuseppe, Enrica. Un piccolo nato con una malformazione; un altro con gravi complicazioni all’intestino. Centinaia di casi all’anno - su 14 mila residenti - che dovrebbero far riflettere.
L’anziana donna si mette alle ricerca di tutti quei cittadini che hanno cercato le cure e sono morti a Bologna, Genova, Milano, Roma, Lione. Ottiene i certificati necroscopici e scopre che il suo paese ha sui decessi per tumore una percentuale del 36 per cento - confermata dall’Istituto Centrale di Statistica e dall’Università di Ancona - superiore di 9 punti al trend nazionale.

Alle indagini sul campo si affiancano i sostegni scientifici dell’Università di Camerino. Roberto Monti, primo ricercatore del Cnr di Bologna attesta che «certi casi si spiegano con l’abnorme intensità dei campi elettromagnetici presenti nella zona». L’Ader chiede un monitoraggio epidemiologico e sporge denuncia alla Procura della Repubblica di Macerata per “strage continuata”, ma i giudici archiviano in un baleno.

L’11 febbraio 1999 il Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi certifica che «Non è possibile delocalizzare il radar di Potenza Picena perché manca una normativa di supporto. Si tratta di una zona di inquinamento elettromagnetico non regolata dalla normativa». Infatti, sia il decreto 381 del ’98 (regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana) sia la legge quadro sull’elettrosmog (numero 36 del 22 febbraio 2001) non si applicano ai radar civili e militari.

Stivale a rischio - Col pretesto del segreto bellico, il Ministero della Difesa - supino ai voleri dell’Alleanza atlantica - procede con nuove e pericolose postazioni a tutto spiano, incurante della salute collettiva. A Marsala in provincia di Trapani il radar dell’Aeronautica dista 200 metri dalle abitazioni; a San Giovanni Teatino, nel territorio di Chieti, appena 40. Su Monte Filau, lungo la costa sud occidentale della Sardegna nell’agro di Domus de Maria, lo Stato ha installato un radar tridimensionale nonostante il diniego della Regione; a Cagliari l’impianto Tlc della Marina opera sul centro abitato alla stregua delle strutture gemelle di Sassari, Olmedo, Monte Limbara e Tavolara. Infine il governo Usa si accinge ad installare illegalmente potenti radar in Sicilia, dopo aver ricoperto abusivamente l’intero Stivale.

In Europa si registrano attualmente valori di campo elettromagnetico da «un milione a un miliardo di volte più alti che nel 1950», documenta l’Organizzazione mondiale della sanità. «Colpisce il silenzio attorno a questo tema e la mancanza di una normativa europea ed italiana che preservi la salute dell’essere umano e protegga l’ambiente - denuncia Greenpeace - fornendo limiti di esposizione e distanze di rispetto da queste fonti di inquinamento».

Stellette nel Belpaese - A Potenza Picena, nel 1956, lo Stato italiano impianta un sensore General Electric ‘Anf-Ps8′. Sei anni prima si era materializzato a Ferrara il primo radar (di fabbricazione canadese). L’antica Montesanto diventa Bracco: un anello della nascente catena difensiva che salda il vuoto tra la postazione ferrarese e quella di San Giovanni Teatino (CH).
Nel 1962 la difesa aerea della penisola italiana viene integrata in quella Nato, entrando a far parte del Nadge (Nato Air Defence Ground Envinronment), l’ombrello statunitense che si protende dalla Norvegia alla Turchia. Il sistema ‘Argos 10’ della Selenia - oggi Alenia - Marconi Systems (azienda Finmeccanica, ovvero dello Stato in joint-venture con la britannica Gec) - viene configurato nel 1987. Quel radar aveva un’antenna che girava 5 volte al minuto, con l’emissione di un fascio elettromagnetico ottimizzato per la scoperta alle alte quote (fino a 70 mila piedi), anche se poteva intercettare bersagli mobili al di sotto dei 2 mila.

Il circuito radar dell’Alleanza atlantica utilizza i segnali che arrivano da Potenza Picena, inseriti nel sistema di controllo dei due Roc (centri operativi di regione) di monte Venda e Martina Franca. Nel 1999 il sistema ‘Rat-3lSl’ dà il cambio all’‘Argos 10′. E’ un impianto che funziona automaticamente, i cui segnali arrivano al Cofa (Centro operativo del comando della Forza Armata) in un bunker a Poggio Renatico (Ferrara). Il ‘Rat-3lSl’ ha una portata di oltre 300 miglia nautiche (circa 600 chilometri), capace di intercettare oggetti volanti oltre 100 mila piedi (una trentina di chilometri). Distingue un piccolo deltaplano di plastica su Belgrado, e se su tale deltaplano il pilota ha un bottone di metallo o un orologio al polso o una carta di credito in tasca è già scoperto.
Densità di energia elettromagnetica? ‘Top secret‘ dichiara il Ministero della Difesa. Il potentissimo radar di guida (attacco e difesa) - in contatto con satelliti, aerei-spia (U-2, Awacs) e bireattori Prowler - è in grado di concentrare gli impulsi intorno al bersaglio, ed intercettare le emissioni radar avversarie, disturbandole con contromisure elettroniche.
Ufficialmente nell’ex giardino d’Europa i siti radar più pericolosi assommano ad una trentina, tutti collegati tra di loro. La base Imaz, in provincia di Taranto, è uno dei centri nevralgici delle rete di comando e controllo della Nato. Le sue antenne ascoltano, commutano e rilanciano tutte le informazioni che passano per le linee collegate con i comando dell’Alleanza atlantica nel Mediterraneo. Imaz coordina anche la difesa radar di Jacotenente (nel cuore del parco nazionale del Gargano), Licola (Napoli) e Siracusa che svolgono compiti di avvistamento e guidacaccia nei cieli meridionali.
Il governo italiano viola leggi e normative a protezione della vita e non risponde alle interrogazioni parlamentari. Come per gli esperimenti segreti delle scie chimiche, la popolazione è mera carne da macello.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/03/radar-nato-con-licenza-di-uccidere.html

Petizione contro il radar:

http://www.activism.com/it_IT/firme/petizione-contro-il-radar-nato-con-licenza-di-uccidere-a-potenza-picena/8403

Pagina Facebook che si batte contro il radar
https://www.facebook.com/cittaprestata

Gruppo Facebook :

https://www.facebook.com/groups/348016968602823/?fref=ts









lunedì 5 gennaio 2015

KENNEDY STAMPA MONETA DI PROPRIETA' SENZA CHIEDERLA IN PRESTITO AD UNA BANCA PRIVATA (FED) MA VIENE ELIMINATO DAI SERVIZI SEGRETI DEI ROTHSCHILD

L'assassinio di J.F.Kennedy

A ritentare l'ardua impresa di liberare il popolo dalla sudditanza nei confronti dei banchieri
privati ci penso' un grande presidente USA, John Fitzgerald Kennedy. Anche lui, pero', esattamente come il suo storico predecessore, venne assassinato per avere osato mettersi contro i piani dell'elite.
Nel 1963, infatti, un decreto presidenziale virtualmente sconosciuto alle masse, ovvero l'Ordine Esecutivo 11110 venne firmato da J.F.Kennedy per impedire alla Federal Reserve Bank di continuare a prestare soldi gravati da interesse al Governo Federale degli Stati Uniti.
Con un semplice autografo, il presidente Kennedy stava quindi per porre fuori combattimento la Federal Reserve Bank e con essa l'elite globale che controlla l'alta finanza.
Se il suo audace progetto andato in porto prima che fossero riusciti ad assassinarlo con la
farsa del terrorista solitario, tutti gli altri Paesi del mondo avrebbero presto seguito l'esempio americano, liberando l'umanita' dai suoi peggiori parassiti.
Come risultato del suo provvedimento vennero stampati piu' di quattro milioni di dollari direttamente dal Dipartimento del Tesoro, ma ben poche banconote fecero in tempo a entrare in
circolazione, a causa della sua morte. La nuova moneta statale approvata da Kennedy era stata
emessa come valuta non gravata da interesse e priva di debito, ma con la copertura delle riserve d'argento in possesso della Tesoreria degli Stati Uniti.
Egli tento' in questo modo di sostituire le banconote della Federale Reserve emesse dalla banca centrale privata con delle banconote di proprieta' degli Stati Uniti, stampate dalla Tesoreria statale
americana. I suoi provvedimenti di politica estera e monetaria si rivelarono essere gli unici effettivamente in grado di porre fine al problema del debito pubblico, ovvero far rapidamente cessare la guerra con il Vietnam (una delle ennesime guerre volute dall'elite proprio per indebitare il popolo americano) e restituire il pieno esercizio della sovranita' monetaria allo stato.
Il suo impegno per far abbandonare il Vietnam all'esercito americano entro il 1965 congiuntamente all'ordine esecutivo 11110 avrebbero distrutto i profitti e il controllo dei banchieri sulle nazioni.
Ecco spiegato il vero motivo per cui il presidente Kennedy venne assassinato il 22 novembre del 1963 e le sue 'banconote del popolo' furono immediatamente tolte dalla circolazione.
Un delitto che fini' per costituire anche l'ennesimo monito di avvertimento per tutti i presidenti che gli sarebbero succeduti a non interferire sui meccanismi di controllo della creazione della ricchezza.
Kennedy insomma condivise lo stesso amaro destino di Lincoln e la macchina su cui viaggiava il giorno della sua morte portava 'guarda caso' il nome di quest'ultimo. Si trattava infatti di una Lincoln! J.F.Kennedy proveniva da una famiglia tradizionalmente appoggiata dall'elite e quindi conosceva tutti i retroscena piu' oscuri dell'economia, della guerra e della politica. Anche lui infatti venne eletto grazie ai voti sporchi della mafia e al sua campagna elettorale fu finanziata dai soliti 'generosi mecenati' dell'alta finanza: Kennedy si avventuro' cosi in un pericoloso doppio gioco con l'elite per accedere alla stanza dei bottoni e tentare poi di cambiare il corso della storia.

Le dinamiche dell'omicidio e i depistaggi del processo

I rapporti tra J.F. Kennedy e la CIA si dimostrarono pessimi sin dai primi giorni della sua ascesa alla Casa Bianca. Il presidente sapeva bene che Allen Dulles, ovvero l'allora capo della CIA, era un uomo di fiducia dei poteri forti (in quanto direttamente imparentato con i Rockfeller e uomo d'affari dell'alta finanza) e per questo motivo ne ordino' la rimozione, insieme ai suoi vicedirettori Charles P. Cabell e Richard Bissell, dichiarando cosi guerra aperta ai servizi segreti e all'elite.
Allen Dulles era stato uno dei finanziatori di Hitler per conto dell'elite e con il suo licenziamento Kennedy cerco' di neutralizzare il pericolo costituito dai servizi segreti americani frantumandone e riorganizzandone le divisioni operative sotto il controllo di suo fratello Robert in qualita' di ministro della Giustizia.
Non puo' stupire il fatto che l'assassinio del presidente Kennedy venne rapidamente attribuito dalla CIA a Lee Harvey Oswald, nonostante esistessero le prove del contrario. L'inchiesta condotta dal procuratore distrettuale di New Orleans, Jim Garrison, dimostro' infatti che Oswald non poteva essere ritenuto in alcun modo responsabile di quel delitto, poiche', come rivelarono le riprese cinematografiche amatoriali effettuate da Abraham Zapruder, Kennedy venne colpito a morte da
proiettili provenienti dal lato anteriore della macchina e non da quello posteriore. Oswald, di conseguenza, non avrebbe mai potuto centrare il presidente dal magazzino di libri dove si era appostato secondo la ricostruzione ufficiale. La verita' e' che l'assassinio di Kennedy non fu opera di un pazzo solitario, come i media e le istituzioni ci hanno voluto far credere, ma il lavoro di una
squadra di cecchini professionisti ben addestrati e coordinati tra loro.
Oswald, appena si rese conto di essere stato incastrato dai servizi segreti, si dichiaro' pronto a far luce sull'intera vicenda in Tribunale, ma prima che riuscisse a parlare venne freddato da un ebreo mafioso di nome Jack Ruby (il cui vero nome era Jacob Rubenstein). Il coinvolgimento della cupola dell'alta finanza ebraica in questo secondo omicidio su commissione comincio' cosi a palesarsi,
in quanto il mafioso piu' potente d'America era l'ebreo Meyer Lansky (il cui vero nome era
Majer Suchowlinski). Quest'ultimo fu uno dei promotori del progetto che porto'
alla costruzione di Las Vegas e lavoro' attivamente per i servizi segreti.
Tra i suoi soci d'affari vi erano dunque tutti i personaggi di spicco della mafia italiana come
Al Capone o Lucky Luciano. Jack Ruby venne a sua volta ucciso (o comunque fatto scomparire di scena) in seguito, per insabbiare tutti i retroscena che avrebbero potuto condurre ai veri mandanti degli omicidi. Ogni volta che la situazione si faceva pericolosa Lansky riparava in Israele, dove godeva di coperture politiche sicure.
Fu proprio uno dei suoi uomini, un certo Mickey Cohen, infiltrato nei circoli hollywoodiani, a presentare Marilyn Monroe a J.F. Kennedy per usarla come agente informatore dell'elite globale.
Del resto, l'ebreo Cohen, oltre ad avere avuto una relazione con l'attrice, era specializzato nel compromettere sessualmente le stelle del cinema per poi ricattarle.
Naturalmente anche lei venne successivamente tolta di mezzo con la messa in scena di un suicidio
per overdose.Cohen peraltro era uno dei collaboratori piu' stretti di Menachim Begin (noto terrorista divenuto poi presidente d'Israele, lo stato dei Rothschild) e per tale motivo sfrutto' Marilyn come 'cavallo di Troia' per arrivare alla mente di Kennedy e poi riferire informazioni di prima mano ai servizi segreti israeliani. Uno degli incontri tra Cohen e Begin e' stato poi descritto da Jimmi Fratianno (un capo mafia), detto 'spione': ''Dopo il breve discorso (di Cohen), cominciammo a camminare su e giu' per la stanza, e il rabbino di Mickey ci presenta a un tizio chiamatao Menachin Begin, che e' il boss dell'Irgun, un'organizzazione criminale clandestina della Palestina. Questo tizio porta una fascia nera al braccio e ci dice che e' ricercato per avere fatto esplodere una bomba in un hotel dove uccise circa cento persone. E' un maledetto fuggitivo''
Il procuratore distrettuale Jim Garrison per cercare di inchiodare i veri assasini del presidente chiamo' a deporre come imputato Clay Shaw (uomo d'affari e agente della CIA). Ad accusarlo si era fatto avanti un supertestimone, che purtroppo venne assassinato prima che potesse parlare al processo. Clay Shaw fu quindi dichiarato innocente, ma in seguito emerse che aveva sempre lavorato per la CIA e che era stato addirittura direttore della Permindex, una societa' di facciata del Mossad (i servizi segreti israeliani) che operava come 'unita' omicidi'. Garrison denuncio' inoltre la
circostanza che tutti i testimoni oculari dell'assassinio furono minacciati quando esposero una versione dei fatti che non collimava con la versione ufficiale. Inutile aggiungere che durante tutto il corso delle sue indagini, Jim Garrison venne costantemente criticato sia dai principali mass-media che dagli uomini delle istituzioni controllati dall'elite. Peraltro molte delle persone che rilasciarono la loro deposizione alla Commissione Warren, che aveva assunto il controllo delle indagini, affermarono che le loro dichiarazioni erano state alterate!
Si tratto' di un omicidio di stato, che godeva di coperture politiche e istituzionali di primo piano, un assassinio che portava la firma dell'elite.
Ma, nonostante l'ostruzionismo e i continui depistaggi, ci sono alcuni episodi del caso Kennedy che dimostrano il coinvolgimento dei servizi segreti nell'omicidio oltre ogni ragionevole dubbio.
Dopo l'attentato, infatti, il corpo di Kennedy venne imbarcato su un aereo a Dallas per essere trasportato fino a Washington, dove venne effettuata l'autopsia. Il patologo incaricato di eseguirla venne circondato da pubblici ufficiali durante l'esame del corpo, ma il cervello del presidente (indispensabile per appurare la direzione da cui giunsero le pallottole) spari' 'incredibilmente' dall'obitorio. Moltre altre persone a conoscenza di fatti scomodi legati all'attentato perirono di morte prematura in incidenti automibilistici, sparatorie o nei classici strani suicidi che si verificarono spesso durante indagini di questo tipo. La seconda commissione di inchiesta ufficiale (l'HSCA) dimostro' inoltre la presenza di un secondo tiratore dalla collinetta (testimoniata da ben 51 persone), rimasto non identificato, che confermo' l'ipotesi di complotto. Il figlio di Howard Hunt, noto agente CIA coinvolto nello scandalo Watergate, dichiaro' inoltre che suo padre era nella Dealey Plaza quando Kennedy fu assassinato. E infatti sono state scoperte delle fotografie che lo riprendono insieme a James Earl Ray (lo stesso assassino di Martin Luther King) e Frank Sturgis. Ma allora chi poteva aver condotto una simile operazione di copertura e depistamento delle indagini, se non proprio gli stessi uomini dei servizi segreti al servizio dei poteri forti?

Fonte : Rivelazioni non autorizzate