domenica 22 gennaio 2017

TERREMOTATI SI PREPARANO A MARCIARE SU ROMA


Su Facebook di recente è nato il gruppo “Manifestazione terremotati a Roma” che in pochi giorni vanta più di 7000 iscritti.
“Questo gruppo nasce dal malcontento di persone indipendenti deluse su come è stata mal coordinata e mal gestita tutta l'emergenza del post-terremoto, che ha fatto sì che arrivassero tante promesse seguente da nessun fatto”, spiega il fondatore Diego Camillucci, anch’egli in prima persona colpito dagli effetti del terremoto sia nella dimensione abitativa che in quella lavorativa.
La finalità del gruppo è “contestare un decreto indecifrabile che ci lascia sospesi ad una burocrazia inattuativa, contestare il modo di come vuol essere gestita la ricostruzione e contestare questo sistema di mal politica generale. Serve l'immediato ripristino delle attività produttive e delle vie di collegamento”.
Un utente scrive stamattina: “Butto sul tavolo due numeri.
80.000 edifici da controllare con schede fast, 15.000 fatti in 3 mesi, quindi 5.000 al mese, i 65.000 controlli da fare finiranno fra 13 mesi quindi arriviamo a febbraio 2018. Da questa data si saprà quante casette occorrono e quindi verranno commissionate e realizzate. Ottimisticamente saranno finite e funzionanti in 8/9 mesi e siamo a Natale 2018. Non voglio allarmare nessuno, anzi spero di essere smentito ma questa volta la vedo proprio drammatica”.
Per questi e mille altri motivi, proprio nella giornata di domani gli organizzatori si incontreranno per decidere il giorno in cui la prossima settimana si terrà la “marcia su Roma dei terremotati”. Al momento le date più probabili sulle quali gli utenti si stanno esprimendo sono quattro: 28 o 29 gennaio e 4 o 5 febbraio, entrambi sabato e domenica. Possibile che la manifestazione slitti a febbraio per l'arrivo del presidente della Repubblica Mattarella il 30 gennaio a Camerino per l'inaugurazione dell'anno accademico di Unicam. 
Lo scopo della manifestazione davanti al Parlamento è quello di ottenere risposte costituite da “fatti certi (messi per iscritto) con tanto di scadenze e termini prefissati e a quel punto ci diranno anche che fine hanno fatto i nostri soldi che sono stati donati a noi … e non alle loro banche”.
Per far sì che questo succeda il gruppo auspica la più ampia partecipazione e anche se questo significherà che si dovrà aspettare qualche giorno in più, ciò sarà finalizzato a convogliare quanta più gente possibile in questa protesta.
Fonte :
https://picchionews.it/attualita/la-marcia-su-roma-dei-terremotati


LA SLOVACCHIA INVIA AIUTI ALLE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO

Sedici moduli container sono il contributo della Repubblica Slovacca per i terremotati del centro Italia. Questa la donazione giunta ieri alla sua fase finale con i container arrivati a Norcia, una delle città colpite dal sisma dell’ottobre scorso. Come informa l’ambasciata slovacca, la donazione è stata voluta dal ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajcak nell’ambito del programma di aiuti umanitari slovacchi SlovakAid, dopo che già a seguito del primo terremoto del 24 agosto la Slovacchia, allora presidente di turno del Consiglio dell’UE, aveva espresso la volontà di aiutare in qualche modo le zone maggiormente colpite.

In collaborazione con il governo italiano sono stati individuati alcuni scenari, e alla fine è stato deciso di indirizzare la donazione, del valore di 150mila euro, alla Protezione Civile della Regione Umbria.

Ieri due rappresentanti dell’ambasciata slovacca in Italia si sono recate a Norcia, dov’è avvenuto lo scarico dei primi container ed è cominciato il loro montaggio. Tutte le unità dovrebbero essere pronte entro lunedì e verranno consegnate simbolicamente dall’Ambasciatore della Repubblica Slovacca in Italia Ján Šoth alla Protezione Civile dell’Umbria. Tre dei container saranno destinati ad ospitare presidi sanitari.

Fonte :

http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/71247



EURODITTATURA E POLITICI MASSONI SERVI DEI ROTHSCHILD RESPONSABILI DEL DISASTRO NELLE ZONE TERREMOTATE

di Fabrizio Cambriani
Niente, più delle immagini dei soccorritori che nella notte - ramponi ai piedi e armati di sola torcia elettrica - si fanno spazio per due chilometri per poter soccorrere, a mani nude, gli sventurati sepolti sotto la neve in un hotel di montagna, rende meglio delle condizioni in cui versa oggi l'Italia. 
Una intera nazione che si arrende senza nemmeno un minimo segno di reazione, al freddo e alla neve. Uno Stato che ammaina mestamente il tricolore e lascia al Generale Inverno innalzare la bandiera bianca della resa incondizionata al maltempo. Un' intera classe dirigente che per tre o  quattro giorni si eclissa, per poi ricomparire in TV a pontificare, come se nulla fosse accaduto, ma con l'unica preoccupazione di dettare l'agenda della comunicazione. Lasciando nella tormenta, soli e abbandonati a se stessi i suoi figli. Le immagini che hanno fatto il giro del mondo, dicono che siamo una nazione indegna di essere annoverata tra quelle civili. Una ferita profonda che, temo, lascerà a lungo il segno. La narrazione che dovrebbe passare e far breccia è quella dello straordinario ed eccezionale evento e cioè una tempesta di neve a gennaio, nel cuore dell'Appennino. Quella che, al contrario, in realtà dovrebbe essere la norma. Una viabilità praticamente azzerata anche nella principali arterie di collegamento, infrastrutture obsolete che cedono e lasciano al buio e senza acqua, per giorni, migliaia di cittadini. Una protezione civile - già duramente messa alla prova  dalle scosse di terremoto - che, mentre emetteva bollettini di tempeste, non riusciva a mettere in campo le opportune e necessarie misure di prevenzione. 
Effetti prevedibilissimi che hanno una sola causa: lo scientifico abbandono, da parte dello Stato dei territori montani. I tagli lineari, i parametri di Mastricht, il pareggio di bilancio, hanno condotto, nel corso degli anni, a questo risultato. Prima o poi, qualcuno avrebbe dovuto pagare il conto di tanta incuria ed abbandono. È capitato a noi. Agli allevatori che sono morti di freddo perché non c'erano le turbine. A chi, più fortunato, è restato chiuso in casa bloccato dalla neve senza luce, ma con pochi viveri se l'è cavata...manco vivessimo in pieno medio evo. Il depauperamento dei territori montani (notoriamente non un serbatoio di voti) procede silenziosamente da anni, indipendentemente dal colore politico dei governi che si sono succeduti. Presidi ospedalieri ridotti al lumicino, servizi dimezzati, sportelli che si chiudono. Poi improbabili riforme, effettuate in nome di una demagogia montante, hanno privato questi territori di quei necessari ed indispensabili anticorpi che avevano garantito i livelli minimi di assistenza. L'abolizione delle Province ed il contestuale passaggio all'ANAS di milioni di chilometri di strade si è rivelata esiziale. Lo abbiamo visto tutti. Ci hanno trattato come fossimo, appunto, figli di un dio  minore.
Abbiamo assistito in diretta al dramma che ha dei responsabili politici chiari e determinati. Quindi registriamo anche il fallimento di una classe politica inetta e dannosa che,  facendo leva sul concetto già demenziale di rottamazione, ha prodotto guasti irreparabili in un tessuto sociale già indebolito dalla crisi economica. L'apologia della semplificazione di questioni serie e complicate si è infranta banalmente nel maltempo. Una tempesta di neve, per quanto vigorosa è, in fondo, pur sempre un evento naturale. E ci ha riportati tutti nella realtà. Quella vera. Dura e complicata della quotidianità appenninica. Stavolta però eravamo a mani nude e, impotenti, abbiamo visto in faccia il volto del fallimento mentre la neve ci sommergeva. Armati di pala e scarponi, come nei secoli scorsi, ciascuno ha dovuto spalare la propria rotta, semplicemente perché lo Stato non c'era più. Era svanito sotto i colpi di fanfaronate che però hanno azzerato risorse economiche, energie e uomini. Un suicidio collettivo che mi auguro si possa e si sappia analizzare in futuro e a freddo in tutta la sua gravità. Cosa che, a caldo, il presidente Ceriscioli non è nemmeno riuscito ad intuire. Invece di presentarsi in TV balbettante a dirci che la neve e il terremoto erano un mix catastrofico (con tutto il rispetto ci era arrivato pure il colto e l'inclita), avrebbe - incazzatissimo - dovuto chiedere la testa dei responsabili. Dei vertici dell'ANAS che, nel dubbio, ha chiuso pure la 77. Dell'ENEL che, nel 2017 ha lasciato al freddo e al buio migliaia di cittadini. Della Protezione Civile che si è mossa tardivamente. Presidente Ceriscioli, lei rappresenta quasi un milione e mezzo di cittadini. Una comunità notoriamente silenziosa e laboriosa. Gente che, sia detto per inciso, paga tra tasse, imposte e balzelli diversi quasi la metà dei suoi guadagni allo Stato. Credo che per il trattamento che lo Stato gli ha riservato in questa circostanza, meritassero da parte sua,  qualche parola in più a loro difesa che non delle banalità infantili e disarmanti. 
Evidentemente mi sono sbagliato  io, oppure lei si è espresso male...
Fonte :
https://picchionews.it/politica/figli-di-un-dio-minore









venerdì 20 gennaio 2017

DOESTOYEVSKY AVEVA PROFETIZZATO LA SITUAZIONE ATTUALE

Fonte :

http://smoloko.com/?p=15032


METEOROLOGO ARGENTINO DENUNCIA AEREI CHE 'CREANO NUBI'

Julio Marvizon, meteorologo argentino, che non crede al cambiamento climatico,
in una trasmissione televisiva ha affermato :
''Ci sono aerei che prima non c'erano e che inquinano
e che creano nubi che prima non c'erano.
Chi e' responsabile di cio'?''

Fonte :

https://www.youtube.com/watch?v=3mtr5_xpn08&feature=youtu.be



giovedì 19 gennaio 2017

COME FATE A DIFENDERE I POLITICI CHE HANNO ABBANDONATO LE CITTA' TERREMOTATE?

Ve lo confesso: scrivo con rabbia in questo momento. La controllo, ma ve lo dico per onestà. Sono arrabbiato perché ho appena visto le foto che ha pubblicato la mia amica Silvia di Ussita. Sono foto che parlano da sole (le potete vedere anche qui), e che fanno vedere in che condizioni si deve operare in quelle zone senza poi nemmeno poter tornare al caldo, a rifocillarsi, rinfrancarsi. Strade piene di neve, ghiaccio ovunque.
Silvia è un’allevatrice. Ha scelto di rimanere a Ussita dove sta la sua azienda, un’azienda di pregio perché alleva la pecora locale che rischia di scomparire. La sua è stata una scelta autonoma, perché lì c’è il suo futuro, la sua vita, ma anche perché lì c’è la sua casa, la sua terra e nessuno è felice di abbandonare la propria casa. Silvia ha scelto di non andare sulla costa con gli altri come voleva lo Stato, la Regione Marche. Silvia ha creduto a chi le diceva “non vi lasceremo soli”. Silvia a sbagliato a credere loro, ma sono convinto che avrebbe comunque fatto la stessa scelta, quella di rimanere.
Oggi la propaganda di regime, perché di quello si tratta, vorrebbe far passare questa gente che è rimasta nelle città ferite, abbattute dal terremoto come dei pazzi, come gente che non sa quello che vuole. Si vorrebbe che passasse il messaggio che i terremotati sono al caldo e al sicuro in strutture confortevoli. Si vorrebbe che l’opinione pubblica dimenticasse quei “pazzi” che sono rimasti sulle montagne. Vorrebbe dimenticarsene anche la politica. Quei pazzi costituiscono un problema e la politica non ama i problemi.
Ma quei pazzi sono rimasti per mantenere viva quella terra che, altrimenti, morirebbe nell’indifferenza generale, tra una politica incapace quando non criminale e un’informazione pilotata a dovere. Non ci fossero quei pazzi, tra qualche mese Ussita, Visso, Castelsantangelo, Pieve Torina e tutte le altre piccole realtà colpite dal terremoto sparirebbero dalle nostre menti per tornarci solo nei ricordi di chi ha amato quei posti. Ma ci sono quei pazzi a lottare perché questo non accada.
E io domando a voi, a voi che seguite ciecamente quello che vi dice il telegiornale, che obbedite ciecamente alle direttive del vostro partito, a voi che quotidianamente offendete la dignità di queste persone, ne sminuite lo sforzo e l’impegno, insultate il loro tentativo di mantenere accesa una luce sul problema, io vi domando come fate a non vergognarvi, come fate a non provare ribrezzo per voi stessi. C’è un’Italia che vuole sopravvivere nonostante voi. Io, per il poco che posso, la aiuterò.

Luca Craia

Fonte :

http://laperonza.blogspot.it/2017/01/come-fate-difendere-chi-abbandona-le.html?spref=fb



LA RUSSIA OFFRE NUOVAMENTE AIUTO AI TERRITORI COLPITI DAL SISMA

In Italia la terra torna a tremare. E la Russia offre nuova assistenza. Il Ministero russo delle Situazioni di Emergenza ha messo a disposizione il proprio aiuto per far fronte alle conseguenze delle ultime terribili scosse che hanno colpito il Centro Italia. Lo ha riferito il ministro, Vladimir Puchkov, così come riporta l’agenzia Tass.

“Abbiamo comunicato la nostra proposta ai colleghi italiani – ha detto Puchkov -. Stanno portando avanti un’operazione di salvataggio di alto livello e, nel caso lo richiedano, siamo disposti a inviare soccorritori e specialisti”.
Il ministro ha quindi ricordato che già durante il terremoto dell’estate scorsa Mosca aveva inviato i propri uomini nelle zone colpite dalla catastrofe, collaborando alla ricerca di soluzioni per la ricostruzione delle scuole e di altri edifici pubblici, tra cui, ha spiegato Puchkov, un ponte “che era stato costruito oltre 500 anni fa”.
Il 18 gennaio diverse scosse di terremoto hanno nuovamente fatto tremare il Centro Italia, causando una slavina a Farindola, in provincia di Pescara, alle pendici del Gran Sasso, che ha travolto un hotel. Al momento della valanga all'interno della struttura si trovavano trenta persone, fra cui dei bambini. Il maltempo sta complicando l’intervento dei soccorritori, che al momento hanno recuperato tre morti. 
Fonte :
https://picchionews.it/cronaca/la-terra-trema-ancora-e-la-russia-offre-il-suo-aiuto-ai-territori-colpiti-dal-sisma